Tondo

Da Scrimipedia.

Colpo di taglio orizzontale, dritto (con la mano in "quarta") o rovescio (con la mano in "seconda"). Può essere tirato a diverse altezze, dalla testa alla gamba, purché abbia sempre una traiettoria orizzontale.


Indice

Antecedenti: Fiore de Liberi

Per quanto riguarda Fiore il "mezzano" mandritto viene portato con il filo dritto e il mezzano rovescio di filo falso. Si noti, tuttavia, che tuttora sono presenti nel testo alcuni mezzani rovesci portati di filo dritto, nonostante il consiglio generale.


GETTY 23R-3:
"Colpi mezani semo chiamadi perché noy andamo per mezi gli colpi soprani e sottani. E andamo cum lo dritto taglio de la parte dritta, e de la parte riversa andamo cum lo falso taglio. E lo nostro camino si è dello zinochio ala testa."


PD 13A-1:
"Noy colpi meçani andamo trauersando;
Dal zenochio in su andamo guastando;
E rebatemo le punte fora de strada
E redopiando lo colpo de ferir è derada;
E si noy del meçano colpo intramo in fendent, .
Asay cum tali colpi guastamo zent."


Infine, in Fiore appare già anche il termine "tondo", e proprio con il significato con cui verrà usato in seguito dagli autori della Scuola Bolognese:


PD 20B-1:
"Quando la spada per la gamba si uolla
O fendent fai per testa o tondo per la golla..."


Antecedenti: Filippo Vadi

Anche per Vadi vale quanto detto per Fiore:
Al cap. V infatti troviamo che l’unico rovescio di filo dritto è il rovescio fendente (quindi sia la rota che il volante rovescio sono generalmente di filo falso):
"La spada sia una ponta con doi taglie,
però ben nota e intende questo scripto
ché la memoria tua non s’abarbaglie:
l’uno sie el falso e l’altro sie el dirito
e la ragione si comanda e vole
che questo tenghe nel cervel tuo fitto
deritto col deritto inseme tole
el riverso col falso inseme sia
salvo el fendente lo diritto vole."

Al cap. VI si parla più estesamente del volante:
"Semo volanti sempre atraversando
è dal gienochio in su nostro ferire
fendente e punte spesso ne dà bando
Per trave(r)so noi passa a non falire
la rota che de sotto in su percote
e col fendente ne scalda le gote."

Infine, in 15v troviamo: "Nuii semo volante sempre traversando.
Dal ginochi in su andian guastando."


Valga anche per Vadi l’avvertenza che abbiamo dato per Fiore: sono sempre possibili volanti rovesci di filo dritto. Invece nella Scuola Bolognese tutti i tondi, mandritti o rovesci che siano, sono tirati di filo dritto, a meno che non si avverta esplicitamente del contrario.


Anonimo Bolognese

Il testo Anonimo Bolognese, che nelle sue definizioni dei colpi non distingue fra i vari mandritti e roversi, utilizza però il termine "tondo" nelle tecniche, per es. (ms. 345, 89v): "...et in tal andamento gli farai veduta di volergli tirargli uno roverso tondo atraverso la sua tempia destra ..."

Lo stesso vale per il mandritto (ms. 345, 129v): "...per tuo riparo gli potrai mandare di presente uno mandritto tondo per gamba o per faccia o, per la mano da la spada..."


Antonio Manciolino

Per Manciolino si veda mandritto.


Achille Marozzo

Per Marozzo si veda la voce colpi.


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie (8v): "Il tondo, o traverso si domanda quello, che al traverso volta."


Scuola Bolognese: Angelo Viggiani

Viggiani (56v): "... il mandritto può esser tondo, fendente e sgualembrato, secondo che cade il filo... se il taglio per lo dritto andarà dal destro al sinistro lato; chiamerassi mandritto tondo... Queste sono le spetie del mandritto. Il rovescio ha altre tante spetie, e non più..."


Scuola Bolognese: Francesco di Sandro Altoni

Altoni lo definisce in questo modo (Cap. VIII Libro I): "...movendosi il pugno et la spada dal lato <sinistro> {destro} non alto ma da mezzo <a corrispondentia della natura sua dirittamente per il traverso> {percuote il petto del nimico sotto 'l braccio sinistro, e traversando dirittamente} passa a riscontro del suo principio al lato <sinistro> {destro}1 del nimico, e questo si chiama mandritto tondo, et volgendo la spada dal luogo dove ella <sarà> {tiri}, et tornando <dal> {al} luogo {dond'} ella si mosse per il medesimo cammino si chiama rovescio tondo..."


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