Tempo

Da Scrimipedia.

Il tempo è uno dei fondamenti della scherma, ma anche uno dei concetti più difficili da definire.

Numerosi trattatisti hanno cercato darne la definizione più completa possibile.

Ad esempio, la durata di un attacco completo, dalla guardia iniziale alla guardia finale, corrispondente anche al tempo necessario per effettuare uno spostamento del corpo sui piedi (es.: guardia - attacco con passo - guardia), in pratica è il tempo che occorre per sferrare un colpo intero (vedi) e fare un passo partendo da una guardia ed arrivando in un’altra.

E' possibile considerare il "tempo" sia in senso assoluto sia in senso relativo. La seconda definizione di "tempo" prende in considerazione il tempo in cui si ferisce l'avversario.

Indice

Citazioni

Scuola Bolognese

Anonimo Bolognese

Il testo Anonimo Bolognese (ms. 345, 10v e 11r) lo descrive così:
Hora quivi trataremo del tempo che lla spada si conviene et in, che guisa è questo tempo, hora qui tu ài da sapere che li tempi nasano delli colpi, perché come come tu movi la spada da uno luocho a l’altro così di presente firisi il tempo et segondo, che sirà la natura del colpo così sirà la natura del tempo et così come si muta il colpo così si muta il tempo perché li colpi son queli che fano li tempi et li detti tempi venino dalli colpi, et così tantosto che tu movi la spada per parturire il colpo il tempo si forma. Hora avendo inteso come delli colpi nasino i tempi, ma tu, (h)ai da sapere che lli colpi nasino delli tempi in questa guisa ciuè; che ‘l fa gran bisogno a ciaschaduna persona a, cognosere in prima il tempo che tu movi il colpo perché se tu volisti menare, overo tirare il colpo sença cognosere il tempo, tu non potristi fare cosa bona e benchè li tempi nasano delli colpi niente di manco il bisogna per forzia in prima avere il cognisimento del tempo,inanzi che ‘l colpo si tira, perché se tu volisti tirare il colpo sença cognosere il tempo tu andaristi alla ciecha e così non potristi fare cosa bona inperò il fa bisogno a cognosere in prima il tempo et poi fare il colpo se tu v(u)andare artificiosamente.

Antonio Manciolino e Achille Marozzo

Manciolino e Marozzo non lo definiscono, dandolo per scontato.

Angelo Viggiani

Viggiani, libro III, 63v ci fornisce la più bella definizione di tempo, e la più precisa da un punto di vista anche filosofico:
...avanti che meniate un mandritto, un rovescio, o una punta, voi siete posto sotto qualche guardia: finito ch’avete il colpo; vi ritrovate in un’altra guardia: quel moto di menar il colpo, è un tempo: perché quel colpo è un moto continuato, così il tempo che l’accompagna, è un sol tempo: perché quel colpo è un moto continuato, così il tempo che l’accompagna, è un sol tempo: quando restate in guardia, finito quel moto, vi ritrovate un’altra volta in quiete: è dunque un tempo, un moto, ch’invece di chiamarlo moto, lo chiamiamo tempo, perché l’uno non abbandona l’altro; & la guardia è la quiete, & il riposo sopra qualche sito, & forma. In conclusione tanto viene a dire tempo, & guardia, quanto moto, & quiete. Dove è di necessità, che come sempre tra due moti è una quiete, & tra due quieti s’interpone un moto; parimente tra due colpi menati, o due tempi, o due moti, si ritrovi una guardia. Et tra due guardie, o quieti (come dir volete) vi si interponga un qualche colpo, & tempo. Così un tempo intiero è un colpo perfetto, & intiero perché quello sarà un moto, & un tempo perfetto...

Scuola Fiorentina

Francesco Altoni

Altoni rende esplicito un concetto che anche negli altri autori è possibile ritrovare, ovvero che è possibile considerare il "tempo" sia in relazione all’agente, senza porlo in relazione all’avversario, ossia in senso assoluto, oppure in senso relativo.
La prima definizione di "tempo", quella che lo definisce in se stesso, non è chiara e completa come quella riscontrabile nel Trattato dello Schermo del 1575 di Angelo Viggiani, anche se non se ne discosta nel concetto di base.

Le parole di Altoni (Libro I Cap. XII):
Tutti i colpi che si menano, a danno del avversario, et che si fanno, a qualunque fine <ha(v)rà> {hanno} necessariamente moto, et il moto non può esser senza tempo per lla qual cosa, si convien vedere ne l'armi, che cosa sia questo tempo, il quale sarà considerato secondo l'arte et secondo la materia che si tratta; adunque è da sapere che il tempo è considerabile in duo modi, {In uno} per se stesso, ne l'altro prosuponendosi il modo del avversario. Per se stesso, <è> il tempo non è altro che spatio di moto, con la spada accompagnata dalla persona tutta nelle parte sua alla debita proportione Ma potendo esser i colpi perfetti et imperfetti così sarà anco il tempo perfetto et l'imperfetto, quello si chiama tempo semplicemente, et questo è detto tempo mezzo... così chi ritirando la spada, si parte dal punto, et non va se non al mezzo dello opposito, o circa ha meno un mezzo tempo ma chi non ha l'opposito del tutto o circa l'opposito, ha meno un tempo intero... ma persuponendosi {dinanzi a noi} i modi, et i colpi dello avversario1 quando egli ha(v)rà meno un mezzo tempo si dirà di haver tirato il colpo {nostro} a mezzo tempo. Quando egli ha(v)rà meno un <mezzo> tempo si dirà di haver tirato a tempo, ma quando egli non ha(v)rà perso, né tempo né mezzo tempo et che il colpo suo verrà al punto preso, da lui o nel capo {nostro} o nello stomaco o nella mano, o in qualunque altra parte, allora andando {noi} a ferirlo diremo di havere ferito, contro a tempo

Quindi in assoluto il tempo intero è quello che corrisponde al colpo intero, e lo stesso vale per il mezzo tempo, corrispondente al mezzo colpo.
Invece in senso relativo all’azione dell’avversario il tempo intero è il colpo che si tira quando l’avversario è tornato indietro del tutto dopo aver tirato un colpo intero, e si tratta quindi di semplicemente di un nuovo attacco in una nuova frase schermistica, mentre il mezzo tempo corrisponde a un colpo tirato quando l’avversario si ritrae dopo aver tirato un mezzo colpo, ed è quindi assimilabile a un colpo di rapina o forse a una parata e risposta rallentata (ed è quindi del tutto diverso dal mezzo tempo della Scuola Bolognese, che usa questo termine o in senso assoluto come tempo del mezzo colpo, o come sinonimo di controtempo), mentre il controtempo corrisponde esattamente alla definizione della Scuola Bolognese.

Marco Docciolini

La seconda definizione di "tempo", che prende invece in considerazione il tempo in cui si ferisce l'avversario, corrisponde, in maniera molto più dettagliata, a quella fornita da Marco Docciolini nel 1601.

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