Spada e Rotella

Da Scrimipedia.

La spada associata alla rotella è in generale una spada da lato, sia essa la spada dell'Anonimo Bolognese, più pesante, sia essa la spada di Marozzo e Manciolino, sia essa la spada di Giacomo di Grassi, abbiamo per le mani un'arma agile, con la lama sottile, atta a colpir di punta ma anche di taglio, con la mano protetta non in maniera completa dai fornimenti ma comunque con un elsa in grado di ben arrestare la lama avversaria.

Non possiamo pensare, specie dopo aver letto le tecniche e il passeggio, alla scherma di spada e rotella come a qualcosa di brutale, associandola alle gesta medioevali o ad una dinamica bellica. Non dobbiamo pensare ai combattimenti in cui ci si mena a vicenda lo scudo nell'intento di spezzarlo o fiaccare il braccio dell'avversario, nè agli scontri di massa in cui gli scudi si pongono affiancati a mo' di muraglia. Abbiamo a che fare con una scherma da duello, leggera e rapida, per quanto bisognosa di audacia. La rotella viene portata leggera e avanzata rispetto al corpo, come un contrafforte avanzato conto l'assedio della lama avversaria. La spada deve muoversi veloce tutto intorno, andando rapidamente a parare dove la rotella non può arrivare e sfruttando ogni pertugio per infliggere una ferita all'avversario. Il passeggio è mobile, giocato sul cerchio d'arme, con entrate decise e uscite coperte. Audacia ci vuole per confidare in solide parate e non arretrare, che più di altre armi la rotella punisce chi scioglie misura. Le analogie con l'uso delle altre armi da parata sono limitate, in quanto diverso è il modo di portarla e diversi gli usi cui si presta: la rotella è più pesante anche del brocchiero largo, non può essere facilmente lasciata per andare alle prese né essere usata all'occasione per ferire come una daga, è solida e protegge bene ma anche segnatamente ingombrante rendendo il gioco di roversi un'opzione da costruire. La maggior parte delle ferite si vanno a riportare al bersaglio basso, paradossalmente anche al fianco sinistro, ma il fiore dello stile porta punte precise che sfilano al margine della rotella e vanno a ferire il corpo o la gola dell'avversario.

Questo è uno stile di combattimento quasi esclusivamente pensato per il duello cortese, a singolar tenzone, tanto che ogni autore concepisce e insegna un'elegante, quando non anche opportunisticamente utile, entrata a gioco e un'uscita di gioco, atte ad abbellire l'evento e a dimostrare sicurezza e maestrìa. Essendo la rotella un oggetto ingombrante, non si può pensare che potesse essere portato in città a dispetto delle bolle che nel Rinascimento sempre più andavano a disarmare le strade; alcuni autori parlano dell'opportunità di portarla di notte, per fare a sassate, una pratica diffusa in Italia che vedeva regolare i dissapori tra quartieri o famiglie rivali restando "dentro la legge", momenti in cui, forse, veniva chiuso un occhio dalle autorità purchè non spuntassero lame ad aggravare la situazione.

Contributi alla Pagina

Alessandro Battistini (58.6%), Lorenzo Leoni (41.4%)

Strumenti personali