Spada

Da Scrimipedia.

Arma bianca per eccellenza della scherma, differentemente dalla moderna controparte flessibile utilizzata nella scherma olimpica, la "vera" spada usata nell'antichità è costituita da una lama di acciaio rettilinea, appuntita e con uno o due fili, atta a colpire sia di punta sia di taglio. Oltre alla lama sono parti della spada l'impugnatura, il pomo e la guardia, quest'ultima più o meno dotata di fornimenti e protezioni alla mano.
Difficilmente sarebbe possibile in queste poche pagine fornire un excursus su tutte le spade usate dall'antichità fino ad oggi. Anche riducendo il discorso al solo XVI secolo, le varie tipologie, fogge e dimensioni riscontrabili nell'Europa di quel periodo renderebbero comunque la trattazione alquanto ardua e sicuramente fuori dal contesto della presente pubblicazione. Per tale motivo rimandiamo a pubblicazioni specializzate sull'argomento la trattazione completa, limitandoci qui a un veloce discorso generico sulla spada utilizzata nella duellistica italiana del '500.
La terminologia utilizzata per distinguere fra loro i diversi tipi di spada è una invenzione puramente moderna, poiché ogni trattatista si riferisce alla propria arma utilizzando sempre il termine generico di "spada", a prescindere dalle fattezze di questa.

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Indice

La Lama

Forte, medio, debole.
Si supponeva che il primo ad introdurre esplicitamente e ordinatamente i gradi di spada fosse stato Giacomo di Grassi nel 1570, il quale utilizza 4 gradi. Vedasi l’immagine qui sotto riportata:


In realtà già nel Flos Duellatorum, nei tre tipi di incrosar della spada c'è una chiara idea della differenza tra i tre gradi della spada, che si ritrova in tutti gli autori successivi.


Si veda anche la suddivisione in tre gradi della spada prodotta dai tre cerchi nell'immagine sotto riprodotta, dal trattato di Alfieri (vedi Bibliografia).


In virtù di quanto sotto riportato, tuttavia il primato di rendere esplicito e di definire ordinatamente questo concetto deve essere assegnato all'Altoni, il quale utilizza una suddivisione in 3 parti, molto simile a quella utilizzata da Ridolfo Capoferro nel 1610 o da Francesco Alfieri nel 1653, sostituendo i termini: prima con debole, seconda con medio e terza con forte della spada.


"...converrà dividere la spada in più parti, et prima la si divide in lunghezza, larghezza, et grossezza... Hora ritornando alla lunghezza che è lo spatio della spada dal manico alla punta, questa (h)a tre parti eguali prima, seconda, et terza1, la prima è inverso la punta, la seconda in mezzo fra le due, la terza verso gli elsi; la prima non puote se non ferire, per sé, {la terza non può se non per caso ferire ma solamente difendere, onde avviene che le spade verso quella parte non s'assottigliano, o arrotino co' diligentia}, la seconda che partecipa di dua estremi offende insieme et difende col taglio." Altoni, libro I Cap. X.


Filo dritto, filo falso

Il filo dritto è quello che, tenendo la spada davanti a sè, guarda verso terra, quello con cui è più naturale colpire, il filo falso è l’altro filo della spada, quello che guarda verso l’alto, detto anche controfilo.


Questo concetto è presente già nel Flos Duellatorum, si veda per es. quanto detto nel manoscritto Getty a proposito dei colpi mezzani, dei quali il mandritto è portato normalmente dal Maestro friulano di filo dritto e il roverso di filo falso:


GETTY 23R-3:
"Colpi mezani semo chiamadi perché noy andamo per mezi gli colpi soprani e sottani. E andamo cum lo dritto taglio de la parte dritta, e de la parte riversa andamo cum lo falso taglio. E lo nostro camino si è dello zinochio ala testa."


Vadi, al cap. V:
"La spada sia una ponta con doi taglie,
però ben nota e intende questo scripto
ché la memoria tua non s’abarbaglie:
l’uno sie el falso e l’altro sie el dirito..."


Anonimo, ms. 345, 6v:
"Acciò, che tu intendi, e che tu sapi, che essendo nella spada dui talgli dritto e falso, de’ quali quelo filo che viene per dentro, via dal tuo braccio destro, et ti guarda te, si c(h)iama falso filo; e ll’altro filo o, talglio, che dire v(u)oi; che siegue per di fuora via dal tuo braccio destro si c(h)iama dritto filo.,"
Ancora, ms. 345, 8v:
"...essendo adunque nella spada due talgli, il dritto filo, et il falso filo come tu (h)ai in essa qui davanti..."


Manciolino, Libro I, 10r:
" Et perché la spada ha duo tagli, delli quali quello che guarda il nemico è detto filo dritto, & quello che sta verso di te si chiama Falso".


Marozzo (Cap. 1):
"...allhora al nome de Dio e della Madre e del Cavaliere, Miser San Giorgio tu li metterai la spada in mano, e in su la quale tu li darai ad intendere che cosa è filo dritto, e che cosa è filo falso della ditta spada..."


Dalle Agocchie (8r):
"Ogni volta che havrete impugnato la spada cosi nella destra, come nella sinistra mano, il taglio che guarderà verso i nodi di mezzo della vostra mano, sarà il filo dritto: et per il contrario quell’altro sarà il falso..."


Viggiani, Libro III, 55r:
"Voi sapete bene che cosa è dritto filo , & falso filo, che tenendo la spada da due tagli al fianco, quel taglio che più guarda verso terra si chiama dritto filo, & quello che verso le parti alte del corpo, riguarda verso l’aria, chiamasi falso."


Altoni adotta la stessa divisione, cambiando però la denominazione del filo dritto in "filo gagliardo", terminologia che avrà ben poco successo presso gli autori successivi.
"Filo gagliardo, è ttutto quello che conrisponde alla mano et non al pugno,..filo falso è tutto quello che corrisponde al pugno di sopra quanto è lungha la spada, et questo difende, et offende; come l'altro, ma con molto minore perfetione." Altoni Libro I, cap. X.

Docciolini
et il falso filo della spada verrà a essere volto all’aria, et il filo diritto inverso terra, Delle due Guardie diritte. Cap. 4. parlando della guardia bassa

Capoferro
Il filo è falso & dritto. Il dritto è quello che sta in giù quando la mano sta nella sua natural positura, la quale voltandosi in fora o di dentro fuor del suo natural sito fa il filo falso Capitolo III

Piatto destro, piatto sinistro

Questa suddivisione viene adottata solo da Altoni. "Piatto destro havendo riguardio allo avversario, contro al quale si opera, la spada <di> {è il} piatto, della spada di dentro che risponde alla parte destra del nimico. Piatto sinistro è quel di fuora, che che vien dal canto sinistro dello avversario, et questo è più sicuro che l'altro perché la mano che spinge la spada fuor del corpo di chi la tiene viene a essere più sicura et più forte, da quel lato;" Altoni, Libro I Cap. X.


Vale la pena notare che qui "destro" e "sinistro" (contrariamente, per es., alla suddivisione delle guardie) viene riferito non a chi impugna la spada ma al suo avversario, quindi il piatto destro è quello che impugnando la spada (in terza posizione, vedi immagine sopra riprodotta) mi troverò non a destra ma bensì a sinistra, il che può ben essere causa di confusione e poca chiarezza.
È da notare però anche come la nomenclatura del piatto della spada qui riportata non trovi riscontro in altre parti del trattato.


Contributi moderni

Contributi alla Pagina

Alessandro Battistini (33.0%), Jari Lanzoni (67.0%)

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