Fabris Salvatore
Salvator Fabris è stato un famoso Maestro di scherma del periodo barocco, originario di Padova ma conosciuto in tutta Europa.
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Biografia
Salvator Fabris nacque a Padova o nei territori assoggettati alla città intorno al 1544.
Di lui si sa che viaggiò per vari paesi europei, ma la sua fama è dovuta soprattutto allungo periodo passato in Danimarca come istruttore di scherma del re Cristiano IV.
Il provenzale Henry de Sainct-Didier nel 1573, nella prima pagina del suo trattato cita una discussione con un giovane Fabrice. Sono state avanzate ipotesi che questo Fabrice sia in realtà Fabris.
Fabris risulta invece certamente al servizio dell'arcivescovo di Brema Johan Frederik di Schleswig-Holstein-Gottorp nel 1590. Dopo questo incarico, Fabris entra al servizio dell'allora re di Danimarca Cristiano IV (1601-1606), cugino dell'arcivescovo di Brema.
Sul suo trattato di scherma si legge come Fabris sia stato anche il Cavaliere Supremo dell'Ordine dei Sette Cuori. Di questo ordine, le cui insegne sono sette cuori disposti in uno schema a croce sormontate da una fenice, visibili sul vestito del disegno che rappresenta Fabris sul trattato, oggi non si hanno conoscenze dettagliate.
Fabris lascia la corte danese nel 1606 e, dopo aver viaggiato in tutta Europa, torna in Italia. In comincia a insegnare presso l'Università degli Studi di Padova, ove giovani nobili di tutta Europa lo raggiungono per riceverne gli insegnamenti.
Muore nel 1618 a 74 anni, dopo 10 giorni di febbre intensa. Secondo Hynitzsch (editore dell'edizione in italiano e tedesco de 1676), sul letto di morte, Fabris lasciò la sua sala d'arme a un suo studente anziano di nome Herman, tedesco, il quale fu poi assassinato da un collega geloso di nome Heinrich.
Jacopo Gelli afferma che, a Padova, grandi funerali furono fatti in suo onore e addirittura venne eretto un monumento a suo nome. Questo monumento viene dichiarato in fase di costruzione nel 1676 dal già citato Hynitzsch.
Opera trattatistica
Fabris nel 1606, durante la sua permanenza in Danimarca, diede alla luce un trattato dal titolo "lo Schermo overo scienza d'arme", il quale divenne subito molto famoso, tanto che fu ristampato per tutto il XVII secolo.
Il trattato originale è in lingua italiana e venne pubblicato la prima volta a Copenhagen da Henrico Waltkirch. In esso sono riprodotte 191 incisioni su rame eseguite magistralmente da Ian Halbeeck, Francesco Valeggio e altri artisti, questo fa si che sia considerato come uno dei migliori esempi di stampa barocca, nonché il primo libro danese realizzato con la tecnica innovativa delle incisioni su rame.
In realtà una prima versione del trattato, dal titolo "Scienza e prattica d'Arme" venne già presentata alll'arcivescovo di Brema durante gli anni di servizio presso di lui. Questa prima versione manoscritta, completa di disegni di posizioni e di azioni schermistiche, si trova ora presso la Biblioteca di Copenaghen. Fu il il re di Danimarca in persona, quando Fabris passò al suo servizio, a promuovere la pubblicazione a stampa del trattato, mettendo il pittore di corte, Jan Halbeeck, e altri artisti come Valeggio (la cui firma compare anche nelle pagine del libro) a disposizione del Maestro per affinare i disegni già presenti nella versione manoscritta.
Nel suo trattato, costituito da 2 libri, Fabris discute di spada sola, spada e pugnale, spada e cappa, nonché la lotta, la prese e la difesa a mani nude contro un uomo armato di un pugnale. Fabris illustra anche i modi per ferire un avversario senza fermarsi in guardia.
Fabris è il maestro di scherma XVII secolo che, dopo aver accuratamente descritto l'uso della spada sola, dedica le sezioni più spazio alla spada e pugnale e alla spada e cappa.
Struttura del trattato
La struttura del trattato di Fabris è la seguente:
LIBRO I
- Spada sola: introduzione, le 4 guardie, divisione della spada, le controposture, le misure, il lanciare di spada, il ferire di taglio, il parare, trovare di spada, tempo e controtempo, cavazione e controcavazione, la finta, ferire a piè fermo, la spada longa, coli alti e bassi, contro diversi avversari, tecniche;
- Spada e pugnale: teoria, posture, controposture, trovare di spada, contro il nemico di piè manco, posisione di piè manco, tecniche;
- Spada e cappa: teoria, tecniche;
LIBRO II
- Prima parte - spada sola: andare a solutione, conoscere il vantaggio, operare con li piedi, 6 regole per andare a ferire senza fermarsi;
- Seconda parte - spada e pugnale: andare a solutione, 4 regole per andare a ferire senza fermarsi;
- Terza parte: lotta, prese, getti di cappa, mani nude contro pugnale, spada contro arma d'asta;
Edizioni del trattato
- 1606 prima edizione in italiano - De lo schermo overo scienza d’arme di Salvator Fabris Capo dell’ordine dei sette cori;
- 1615 traduzione in tedesco - New Künstlich Fechtbuch: darinnen etliche vorneme Kunststück dess weitberümbten Fecht: und Lehrmeisters Sig. Salvator Fabri da Padoa;
- 1615 traduzione in tedesco - Neu künstlich Fechtbuch Darinen 500 Stück im ainfachen Rapier, wie auch ettliche im Rapier und Dolch dess witberümberten Fecht und Lehrmeisters Sig. Salvator Fabri da Padoa;
- 1617 traduzione in tedesco - Neu künstliches Fechtbuch darinen etliche hunder Stück im einfachen wie auch in Dolchen und Rappier auß dem Fundament der Fechtkunst;
- 1619 traduzione in tedesco - Des Kunstreichen Italiänische Fechtkunst. Das ist: gründeliche und außfürliche Unterrichtung von dem Fechten;
- 1624 seconda edizione in italiano - Della vera pratica et scienza d’armi, libri due, di Salvatore Fabris;
- 1676 edizione con testo parallelo italiano e tedesco, senza le parti di spada e pugnale e spada e cappa, con ampia prefazione di Hynitzsch;
- 1677 terza edizione in italiano - Sienza e pratica d’arme;
- 1713 traduzione in tedesco - Scienza e practica d'armed'arme di Salvatore Fabris. Das ist: Herrn Salvatore Fabris Italiänische Fecht Kunst, zu welchen noch kommen ist das dritte Buch welches einen Tractat vom Ringen, dessgleichen, wie man sich mit blossen Fäusten wider einen beschirmen solle, in sich hält, in das Teutsche übersetzet und heraus gegeben von Johann Joachim Hynitzschen;
Citazioni Bibliografiche
Jacopo Gelli
Biografia
Fabris era salito in tale fama, di valonte nelle armi, che quando mori, Padova decretogli splendidi funerali (1617) (1) e inalzogli finanche un monumento nel 1676. Il Fabris visse quasi sempre alla corte di Cristiano IV. Il Fabris apportò con questo nuovo trattato poche modificazioni alla scherma italiana. A lui si deve la nomenclatura delle guardie di opposizione, e della passata sotto, chiamata da lui ferita di prima.
Dell'opera del Fabris se ne conoscono cinque edizioni e traduzioni.
Il signor Vigeant (La Bibliographie del'Escrime), tenendo conto che quaudo il Fabris pubblicò il suo trattato, edito a Copenaghen nel 1606, contava 62 anni, ritiene che l'italiano Fabrizio, il quale ebbe la discussione teorica con il Sainct-Didier, discussione che si legge nel libro del maestro francese del 1573, sia lo stesso Fabris, che in quell'epoca passò per Parigi diretto in Danimarca.
Le varie traduzioni fatte dell'opera del Fabris confermano la grande nomea ch'egli si era acquistata in Francia, in Germania e in Danimarca.
Opera trattatistica
De lo Schermo overo scienza d'arme di Salvator Fabris, Capo dell'Ordine dei Sette Cori. Copenhagen, 1606, Henrico Waltkirch.
Il titolo, contenuto in ricco frontepizio, con a tergo altro frontespizio con lo stemma danese; quindi, un terzo frontespizio con il ritratto di Cristianus III, Re di Danimarca, al quale è dedicata l'opera; Lettera di dedica; A' lettori ; Discorso generale, ecc.; Pagine 256. Il secondo libro ha pure un frontespizio, formato dal ritratto dell'autore, nell'angolo sinistro inferiore del quale leggesi 1605.
Delle 100 tavole intercalate nel testo, tutte bellissime, molte sono sovrapposte e incollate per nascondore quelle malamente riusoite nella stampa o per correggere la numerazione errata.
Tutte le tavole sono incise su rame dal celebre Halbeek.
Della vera pratica e scienza d'armi di Salvator Fabris Capo dell'Ordine dai Sette Cori. In Padova, 1681, per Pietro-Paolo Tozzi.
Dedica — Al lettore.
In questa seconda edizione il frontespizio inciso è stato sostituito dal titolo stampato. I ritratti e le tavole sono perfettamente identiche alle altre, anzi crediamo che sieno lo stesso.
Testo tedesco
Der Kunstreichen und weitberumeter Fechtmeisters S. Fabris, Italianische Fechtkunst ecc. Leiden, 1619, bey Isaack Elzevier.
Titolo rosso e nero; 190 tavole incise su legno; Lettera di dedica d'Isaack Elzevier al Re Gustavo Adolfo.
Testo italiano o tedesco.
Scienza e pratica d'arme di Salvatore Fabris, Capo dell'Ordine dei Sette Cuori.
Das ist: Herrn Salvatore Fabris, obristen des Ritter ordens der Sieben Hertzen, Italianische Fecht Kunst, etc. Von Johann Joachim Hynitschen Exercitien Meister. Leipzig, 1677, Godruckt bey Micheal Boge.
Con titolo in due colori e tento in due colonne, italiano e traduzione tedesca. Se si eccettua il frontespizio, che in questa edizione manca, le tavole sono le stesse dell'edizione di Copenaghen del 1606 e di Padova del 1614; il ritratto del Fabris, però, che nelle altre edizioni era entro un ovale, qui o rappresentato (busto) sopra il monumento che Padova eresse al suo benemerito concittadino, nel 1676.
L'opera contiene pure il ritratto di un tale Herr Heinrich, che ritiensi sia il Mecenate, il quale curò la pubblicazione di questa nuova edizione dell'opera del Fabris, che Hynitschen, discepolo affezzionatissimo del Fabris, ed entusiasta delle di lui teorie, tradusse e stampò.
Un'altra edizione perfettamente eguale alla precedente, tranne qualche aggiunta al titolo, fu fatta pure a Leipzig nel 1718.
Le Guardie e i Colpi
Il Fabris riconosce quattro guardie o stoccate principali alle quali da il nome di prima, seconda, terza e quarta.
Nell'opera del Fabris la parola guardia ha un significato ben più esteso di quello che le si suole attribuire comunemente ed esprime, non solo la posizione nella quale uno si pone in difesa, ma anche quella in cui vibrasi il colpo. Distingue la posizione di difesa da quella di attacco. I colpi di punta li determina non con la semplice direzione, ma a seconda della direziono combinata dal punto di partenza al punto di arrivo. Per ciò che concerne il ferire di taglio imita il Marozzo.
La Spada
Divide la spada in quattro parti per conoscerne la gradazione e dà gli avvertimenti per sapersi regolare contro i grandi, i piccoli ecc. ecc.
Per Fabris non vi era nulla sulla terra d'altrettanto bello e di sì grande come la scherma, alla quale dedicò tutta la sua esistenza. Nelle 250 pagine del suo trattato non v'ha una parola, non una sola delle 19O figure in esso contenute che non abbiano un rapporto con la scherma pratica. Nella esposizione delle sue teorie vi si riscontra qualche cosa dei metodi dei suoi predecessori, benché egli riassuma tutto ciò che si riferisce ai colpi di taglio in pochissimo parole.
Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.
Note
1. Nelle note che concernono l'Alfieri è stato detto, che il volume posseduto dalla Casanatense, di Roma, ha appartenuto a Salvatore Fabris, il quale, dicesi, che morisse nel 1617. La perizia calligrafica ha constatato che la firma del Fabris apposta all'opera dell'Alfieri è autentica; ed allora come va che il Fabris, morto nel 1617, ha potuto apporre 1i proprio nome sopra libri pubblicali nel 16(1)1 o 1653?
Alberto Marchionni
(riferendosi al Giganti)
Nell' istesso anno 1606 in Copenhanen comparve l'opera di Salvatore Fabris intitolata "De lo schermo, o vera scienza d'arme"
quest'autore riconosce quattro guardie, o stoccate principali che nomina prima, seconda, terza, e quarta. Nell'opera del Fabris la parola guardia ha un significato più esteso, ed esprime non solo la posizione nellw quali uno si pone nella difesa, ma pure anche quelle in cui vibrasi il colpo; egli distingue la posizione di difesa da quella d'attacco. Il Fabris determina i suoi colpi di punta non a seconda della direzione puramente, ma a seconda della direziono combinata dal punto di partenza al punto d'arrivo.
Fa un discorso sopra il ferire di taglio, e per facilitare 1'intelligenza ha rappresentata una figura come fece il Marozzo, con i nomi dei colpi i quali sono simili a quelli dello stesso Marozzo.
Fa una divisione in quattro parti della spada per conoscere la graduazione della medesima, e che esso chiama "La prima parte è per parare che è la più forte ed è quella presso la mano, la seconda parte è alquanto più debole, la terza parte non è buona massima contro i tagli, la quarta parte è intieramente cattiva per la difesa, se ben nella offesa è la più valida." E il primo che dia degli avvertimenti per sapersi governare contra i grandi, piccoli, deboli, forti, contro i collerici, e flemmatici. Nel libro secondo da delle regole di spada e pugnale, è il primo che fa eseguire la passata sotto chiamandola differentemente "una ferita di prima" nell'ultima parte ha scritto un trattato di lotta, prese di mano, di colpi di pomo, del come servirsi della cappa, di disarmi e del modo di difendersi da uno armato di pugnale a l'altro disarmato, il tutto dimostrato con tavole apposite.
La scherma deve al Fabris la nomenclatura delle guardie, dell'opposizione, della graduazione della spada, della passata sotto, chiamandola "una ferita di prima" in fine detto autore ha fatto, fare dei progressi alla scherma con i suoi ragionamenti, ma ha fatto prendere delle posizioni però veramente grottesche anzi ridicole nell' essere in Guardia e contro Guardia. Esso da quanto sembra non conosceva il trattato del Giganti poichè non fa tirare il colpo si ben sviluppato come quest' autore
Testo di riferimento: Trattato di scherma: sopra un nuovo sistema di giuoco misto di scuola italiana e francese. Di Alberto Marchionni. Pubblicato da Dai Tipi Federigo Bencini, Firenze 1847.
Marcelli Francesco Antonio
Salvatore Fabris nel 1601. stampò, La vera prattica, e scienza dell'armi, tutto figurato per le dimostrationi dell'attioni, & egli fu il Maestro del Re di Danimarca.
Testo di riferimento: Regole della scherma insegnate da Lelio e Titta Marcelli, scritte da Francesco Antonio Marcelli, figlio e Nipote e Maestro di scherma a Roma. Pubblicato nella stamperia di Dom. Ant. Ercole, Roma 1686.
Gorio Giovanni Pietro
Oltre che chiarissimo si conosce, che il braccio tutto, e retto non può essere atto, e pronto a usare inganni all'inimico. E se si crede poi al Cauagliere Salvatore Fabris fol. 20 cap. 14. il braccio in tal maniera steso si fà debole, e gode di minor vigore, per essere in tal maniera più distante dal corpo, che li somministra la forza. (Capo Secondo - pag. 57)
Contributi moderni
Art of Dueling: Salvator Fabris' Rapier Fencing Treatise of 1606, Tommaso Leoni (traduzione in inglese), Chivalry Bookshelf (2005), ISBN 1-891448-23-4.