Ridoppio

Da Scrimipedia.

o mandritto/roverso di sotto in su: colpo portato dal basso verso l'alto diagonalmente, con il filo dritto: il dritto ridoppio va da in basso a dx verso l'alto a sx (con la mano "di quarta in prima"), il rovescio ridoppio va da in basso a sx verso l'alto a dx (con la mano "di prima in seconda").


Indice

Antecedenti

Per gli autori medievali si veda la voce falso.


Anonimo Bolognese

Il testo Anonimo Bolognese descrive il ridoppio senza dargli nome, chiamandolo appunto solo "mandritto o roverso di sotto in su" (ms 345, 8v):
"...fannosi, anchora due altre guise di colpi di sotto in suso continovando verso la faccia del nemico. De’ qualli quello, che col falso fosse o dal destro o, dal sinistro lato di sotto in suso levato si chiamerebbe falso. Che se fosse levato col dritto filo; sarebbe detto mandritto di sotto in suso, o roverso, secondo il lato, onde mosso statto fosse."
Il termine ridoppio viene invece usato nelle tecniche, per es. in ms. 346, 22v:
"...potrai di presente passare col tuo destro piede innanzi volgendogli uno ridoppio di sotto in suso per le braccia, che non trascorra guard(i)a di liocorno..."
Ancora in Ms. 345, 84v:
"...et sucesivamente passarai del piede manco inanzi volgendogli uno roverso ridopio di sotto in suso, che salischa per fino alla guardia di lioncorno, et indi subito passarai del piede destro inanzi tirandogli una imbrocata sopra mano nella faccia, che cali in porta stretta di ferro o, larga, che vorai, et se ‘l non te piacese di fare il roverso ridoppio, tu potrai fare uno altro falso di sotto in suso...".

Ugualmente per l’Anonimo il termine "ridoppiato" sembra indicare, non solo un colpo tirato due volte, come in Marozzo et al., ma anche (il più delle volte) un ridoppio come sopra definito.
Infatti anche se nelle definizioni dei colpi si parla di colpi "semplici o ridoppiati" (vedi sopra, colpi di taglio), intendendo il termine quindi nello stesso significato degli altri autori, nel corpo del trattato e nelle tecniche lo si ritrova sempre inteso come sinonimo di ridoppio, tant’è che di tutte le volte in cui appare solo una non è accompagnato dalla specificazione "di sotto in suso".
Anche in quel caso tuttavia (Ms. 346, 12v) il contesto dell’azione indica chiaramente che si tratta di un ridoppio e non di un colpo portato due volte (si usa per parare un falso).
Vediamo per es. in Ms. 345 128v:
"...poi seguentemente gli potrai volgere uno roverso ridoppiato di sotto in suso, che salisca per fino in guard(i)a alta...".


Antonio Manciolino

Anche Manciolino non nomina il ridoppio fra i colpi, e anzi lascia a prima vista intendere che ogni colpo diagonale di sotto in su sia detto "falso" (vedi).
Invece, nelle tecniche, non solo usa questo termine, ma limita la definizione di falso ai colpi tirati, appunto, di filo falso.
Si veda per es. il terzo assalto del libro I:
"...& tosto un'altra fiata antiponendo il destro piede al manco di uno ridoppio riverso di sotto in su lo ferirai per le braccia."
Il più delle volte, tuttavia, Manciolino per indicare questo colpo utilizza come l'Anonimo "mandritto/riverso di sotto in su" o simili.


Achille Marozzo

Per Marozzo vedi la voce "colpi".


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie in 8v:
"Ridoppio è quello, che si parte col filo dritto della spada di sotto, et va a finire alla punta della spalla dritta del nemico."
Viggiani lo chiama, invece, sgualembrato ascendente, vedasi 56v:
"...il mandritto può esser tondo, fendente e sgualembrato, secondo che cade il filo... se caminerà di sgualembro, cioè che cominci d’alto, & finisca a basso, & insieme dal destro al sinistro lato; lo chiameranno mandritto sgualembrato: se per lo contrario da basso ad alto; sarà sgualembrato ascendente... Queste sono le spetie del mandritto. Il rovescio ha altre tante spetie, e non più." Altoni non utilizza il termine ridoppio o ridoppiato ma chiama questi colpi rispettivamente "mandritto montante" e "rovescio montante", a cui aggiunge varianti perfettamente verticali che percorrono la traiettoria del fendente mandritto e del fendente rovescio e che chiama rispettivamente "fendente montante mandritto" e "fendente montante rovescio".

Fornisce di questi colpi una definizione particolarmente confusa, dalla quale si evince che egli non avesse affatto chiaro che i mandritti siano semplicemente i colpi che vanno da destra a sx e viceversa per i rovesci, ma pensasse che la qualifica di "mandritto" fosse genericamente riservata a quei colpi in cui si potesse ravvisare una similitudine di qualche tipo col mandritto vero e proprio:
"Ogni volta che il colpo comincerà da terra montando in su colla proportion sua per quel luogo che condurrà la spada a un de' colpi descritti di sopra si denominerà non dal fine et dal luogo ove la spada si conduce, ma dal principio e dal luogo onde la si rimuove, come sarebbe se la spada si parte dal fin del rovescio et <forma> {torna} per il medesimo cammino sino a <dove> {donde} si mosse il rovescio non si chiam<a>{era} rovescio ma considerato do<ve>{nde} il colpo cominciò, et vedendo che vicino a quello è il mandritto tondo, sarà chiamato, mandritto. et per differentia mandritto montante, così per il contrario cominciandosi un colpo dalla fine del mandritto, et andando per il suo dritto, a ritrovar il principio del mandritto, perché da quel canto gli è vicino <al> {il} rovescio si chiamerà non mandritto, dove va, ma rovescio, onde e' si parte, et per differentia rovescio montante,.. partendosi un colpo dal fine del rovescio fendente et andando a trovare il suo principio a diritto, non ha(v)rà nome dal rovescio che è il suo fine, ma dal principio perché è conposto dove e' finisce così conpostamente si chiamerà fendente mandritto montante," Libro I Cap. VIII.
Vi è infine un colpo ascendente di filo dritto perfettamente verticale e in posizione centrale, il montante fendente:
"...il fendente viene da alto col taglio della spada gagliardo in giù, il montante rimonta con il medesimo gagliardo in su ma se uno volessi fare un montante fendente con il taglio a basso, et con il falso che salissi, et questo sarebbe un falso fendente montante..." Libro I Cap. VIII


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