Punte

Da Scrimipedia.

Colpi portati con la punta della spada si dividono principalmente in punte dritte e roverse, discendenti (anche dette sopramano), ferme o ascendenti (dette anche sottomano).

Per quanto riguarda gli autori più antichi Fiore ci dice che il loro bersaglio va dalla testa ai genitali.

Il Getty è l'unico dei tre manoscritti che distingue tra diversi tipi di punta, e in particolare cinque tipi: sopramano dritta e roversa (imbroccata e punta roversa discendente), sottomano dritta e roversa (stoccata e punta roversa ascendente), e una centrale (punta ferma, centrale):


GETTY 23R-4:
"Noy semo le punte crudele e mortale. E lo nostro camino si è per mezo lo corpo cominzando a lo petenichio infin a la fronte. E semo punte d'V rasone, zoè doy soprane una d'una parte l'altra de l'altra. E doy de sotta similemente un d'una parte e l'altra de l'altra, e una di mezo che esse di meza porta di ferro overo di posta lunga e breve."


PD 13A-2:
"Ponte semo de grandissima offensione
E a tuti colpi façemo questione;
Venenose semo più che serpente
E più che tuti colpi alczidemo zente;
E noy ponte a li colpi si disemo:
Tanto no taiaret che noy cusiremo."


Vadi la descrive coloritamente al Cap. VII:
"De la punta
Io son colei che facio custione
a tuti i colpi e chiamome la punta:
porto il veleno como el scorpione
e sentomi sì forte, ardita e pronta
spesso le poste fazio svariare
quando altri pur me getta e che s’affronta
e per mal toccho niun quando sum gionta"


Il testo Anonimo Bolognese distingue tre punte dritte: ascendente, discendente, ferma, e una sola punta roversa (ms. 345, 8v):
"Ma sono quattro quattro maniere di ferire di punta. La prima è la stoccata trivillata sotto mano, la seconda si fa sopra mano sì, che con empito a guisa, di folgore discende, et è detta imbroccata di sopra mano; la terza è un’altra imbroccata di sopra mano sì come la anzidetta, ma roversa; la quarta è la ferma punta; la quale senza movere il nodo della mano fortemente si sospinge."


Manciolino nel Libro I, 10r, distingue fra punte sottomano e sopramano (imbroccate):
"Li quali cinque principali sono, & duo non... Il quarto Stoccata, overo Punta. ...Et se spignerai di punta nel nemico è noto tutti chiamarsi Stoccata, o con il piede destro, o con sinistro, o sopra, o sotto mano."


Marozzo non definisce la punta, né le sue diverse varianti, ma, come vedremo, le usa tutte.


Dalle Agocchie, 8v:
"... la spada può in tre modi ferire, cioè di mandritto, di roverso, et di punta. Ma il mandritto in cinque nature si divide; il riverso in cinque altre similmente; et la punta in tre... La punta poi si converte in tre nature, cioè, imbroccata, stoccata, et punta riversa."


Viggiani, Libro III, 56v:
"Se si ferirà con la punta, o nascerà dalle parti diritte, & chiamerassi punta diritta, o dalle parti stanche, & chiamerassi punta rovescia: la punta diritta o cala da alto a basso, & chiamerassi punta diritta discendente, o da basso ad alto, & chiamerassi punta diritta ascendente, overo stoccata, finisca poi dal destro lato, o dallo stanco: o che va dirittamente, & chiamasi punta ferma diritta: della punta rovescia, altro tanto si può dire."


Altoni predilige la punta e la stima superiore agli altri colpi, come farà il Di Grassi, entrambi sulla base non solo della loro arte ma anche, ed esplicitamente, sull’autorità del mondo antico romano spesso citato dal nostro autore, e in particolare rifacendosi probabilmente al celeberrimo trattato militare di Vegezio.
"...la punta è il {più} principale di tuttj i colpi perché è la più espedita et facile et la più sicura. Spedita <et> {è} perché in ogni atto <che l>{dell’}houmo {che} si trova {è} sempre <e> apparecchiato a spingere innanzi et più sicura perché non si lieva mai tanto di guardia che occorrendo a tornarvi <f>{t}u non lo possa isconciamente fare, cosa che non avviene nelli altri colpi,"

Altoni nello stesso passo, a differenza degli altri autori, ci fornisce anche un’indicazione importante sul modo di tirare le punte, oltre a proseguire nel tessere le lodi di questo particolare colpo:
"questa punta debbe esser ben considerata che la vadia et che non la caschi o sia gittata come fanno la maggior parte degli huomini inperò che quando ella è gittata e più difficile acorre et ha manco virtù et è men certa, dove quando la va la mano che la porta la tiene sempre in sua balia et però la mette al sicuro dove la vole, et bisognando tirarlla indreto o rimetterlla in guardia costringendo l'aversario lo può fare senza scomodo, et attjssimamente, et questa punta può cominciare, in tutte le guardie, et tutti gli assalti, et finir medesimamente in tutti lor, può a destra et a sinistra come piace alla mano che la guida et alto et basso indifferentemente et offendere tutte le parti del corpo et della mano si fa la via più agevolmente che nessun altro colpo; {et fa anco l'effetto suo prima che nessuno altro colpo} sendo la forza et il finir suo posto nella sommità della spada, et si può agevolmente trasferire a tutti i colpi con piccol movimento dove gli altri in certi casi difficilmente possono trasferirsj alla punta, la facilità della quale si cognosce manifestatamente nello spingerse sola{m[ent]e} dove agli altri colpi bisogna movimento di più opera."
Il nostro autore ritorna su questo punto al Cap. XV del Libro I:
"...le punte si debbono portare, et non gittarlle, o crivelarle..."
Ancora, al Cap. III del Libro II:
"...ma bisogna ricordarsi <che> {di} quello che fu detto di sopra, che le punte vogliono condursi, e non gettarsi con essere menate solamente dalla mano, con giuditio cercando il luogo dove appoggiarle, et havendo trovato spingerle senza ritirar punto il braccio, anzi aiutandolo con tutta la persona..."
La distinzione tra punte dritte e di rovescio non viene fatta in modo esplicito ma basti il passo seguente per dimostrarne l’uso da parte del maestro fiorentino: "spingere l'avversaria spada, con la mano debbesi far dando {de}la mano nel piatto di drento, et la difesa è di non lasciare trovare la spada, e se viene con le dita, all'insu, a abbassare la punta, se e' viene con le dita all'ingiù alzarla" Libro I Cap. XIIII.

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Alessandro Battistini (5.5%), Jari Lanzoni (94.5%)

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