Protostriscia
Con protostrisca, alcuni studiosi di scherma storica (come la Sala d'Arme Achille Marozzo), sono soliti indicare quell'arma di transizione fra la spada da lato classica e la spada da lato a striscia, poichè con caratteristiche non bene inquadrabili in nessuna delle 2 categorie.
Intorno alla prima metà del XVI secolo, il fornimento della spada da lato, inizialmente composto da qualche anello e ponticello, incomincia ad evolversi verso una struttura più articolata, che offre totale protezione alla mano, almeno riguardo i colpi di taglio. Questa evoluzione è dettata dal focalizzarsi della pratica schermistica verso uno gioco con la mano armata avanzata, necessario per concentrarsi sul colpo di punta risolutivo, sistema che si concluderà con l'affermarsi definitivo della spada da lato a striscia nel secolo XVII. Le lame seguono tale evoluzione assotigliandosi e la struttura a stocco diventa preponderante.
Si può quindi considerare protostriscia quella spada da lato con fornimento molto protettivo, che arriva, con la nascita del guardiamano e dei successivi raccordi coi ponti, a una struttura detta a gabbia, priva però ancora di placche metalliche. Rispetto della spada da lato classica si preferisce una lunghezza maggiore della lama, poichè il gioco di stoccata diventa predominante.
Un arma siffatta è quasi esclusiva degli ambiente di corte e viene giustificata dal graduale decadere anche nel duello dello scudo e delle pezze difensive di armatura.
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Dimensioni ottimali
Di ques'arma abbiamo le dimensioni ottimali riportate nel trattato di Francesco Altoni.
Francesco Altoni
Francesco Altoni - Tavola Capitolo XII del libro III
La spada con la sua lunghezza dia alla puppa, e nel peso (purché habbi tanto nervo che basti) quanto più e leggieri è meglio, per causa delle prestezze, e di non si straccare.
Il trattato di Altoni è databile 1540 circa, ma il suddetto pezzo è riscontrambile nella parte probabilmente aggiunta, da mano ignota, negli ultimi anni dl XVI secolo, per cui è pienamente combaciante col periodo di transizione della spada da lato preso in considerazione.
Infatti, oltre alle suddette indicazioni, il maestro fiorentino ci riporta, questa volta nella parte originale del trattato, come la lama sia all'incirca lunga 4 palmi di mano, quindi la spada risulterebbe in effetti notevolmente più corta della misura prima indicata, e sarebbe invece una tipica spada della prima metà del XVI secolo (spada da lato classica).
Francesco Altoni - Capitolo V del libro II
... come se la lama fussi lunga 4 palmi...
Federico Ghisliero
Sempre sul finire del 1500, Federico Ghisliero, nel 1587, fornisce una lunghezza della spada pari a due braccia, però, nella figura che riporta come esplicativa delle dimensioni, si può notare come la spada arrivi all'altezza del petto, avendo quindi dimensioni comunque paragonabili a quelle fornite dall'Altoni.
Maneggio
Il maneggio della protostriscia è ovviamente una via di mezzo fra la spada da lato classica e la striscia, con una frequenza di colpi di punta almeno doppia rispetto al taglio. Il passeggio si fa più in linea, non senza lamentele da parte di alcuni Maestri di più ampie vedute, che lamentano la perdita dei passi trasversali. Di conseguenza si fa più presente l'assalto con punte ripetute. Il guadagno di spada incomincia a diventare fondamentale, ma di conseguenza incomincia a perdersi la tattica nella fase di avvicinamento.
Incominciano a perdersi i giochi che possono sfociare in corpo a corpo, poichè le situazioni di lotta incominciano a essere viste come poco idonee alla nobiltà del tempo. Anche alcuni colpi incominciano a essere malvisti, risulta emblematico il duello tra il Duca di Jarnac e La Châteigneraie, il 10 Luglio 1547, in presenza di Enrico II re di Francia il quale dichiara sleale il colpo alle gambe effettuato dal de Jarnac ai danni del rivale.
L'uso della seconda arma è ancora previsto, ma incomincia già ad individuarsi come preferenziale l'uso di seconde armi esclusivamente civili (pugnali e cappe) e i Maestri del tempo dedicano sempre meno spazio agli scudi di origine militare che avevano accompagnato la spada da lato classica.
I Maestri di spada predisposti a tale combattimento non insegnano o trascurano le guardie con forte caricamento e ci concentrano su guardie con punte rivolte all'avversario. L'eredità del sistema precedente, unitamente alle non ancora pienamente sviluppate difese per la mano, vedono all'inizio guardie con la mano in posizione arretrata, caratteristica che man mano si perde.
Autori di riferimento
Per il maneggio della spada da lato protostriscia è possibile prendere a riferimento i seguenti trattatisti:
Per la fase di transizione dalla spada da lato classica
Per la fase affermata
- Dalle Agocchie Giovanni
- Alfonso Fallopia
- Federico Ghisliero
- Giovanni Antonio Lovino
- Marco Docciolini
- Cassani Giovanni
- Quintino Antonio
Per la fase di transizione verso la striscia
Voci correlate
Collegamenti esterni
Evoluzione della spada da lato sul sito della Sala d'Arme Achille Marozzo