Passeggio

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Movimento delle gambe eseguito durante un combattimento per spostare il proprio corpo nella posizione voluta. Esistono diversi tipi di passeggio, essi servono per ridurre la distanza dall'avversario, per aumentarla, per cambiare linea di attacco, per uscire dalla linea di offesa, per sottrarsi a un attacco nemico, per favorire un proprio attacco, o semplicemente per assestarsi.

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Indice

Citazioni

Informazioni generali sul passeggio vengono date da diversi autori.

Scuola Bolognese

Anonimo Bolognese

Il testo Anonimo Bolognese paragona il passeggio della scherma alla danza, esponendo somiglianze e differenze (ms. 345 20r):
"Quantunque li leggiadri passeggiamenti del danzare a, quest’arte non menore utilitate che ornamento porgano, non di meno talmente all’armi accomodare; si de(v)ono; che per donneschi et soavi, che siano; virili, et forti prestamente divengano: sì che venendo tu alla polvere, et al sole nel giudicio di tutti, c’aggia te alhora uscire fuori del tetto di uno maestro di guerra piutosto che di quello di danza. Et invero non altrimenti gli passi di danza agli nostri virili piedi, che lli lascivetti calciari di donna, perché in quelli anchora capessero, richieder non si ponno."

Achille Marozzo

Fondamentale per tutti gli autori, come viene mostrato da Marozzo, è il passeggiare sul cerchio piuttosto che in linea, utilizzando passi, affondi e mezzi passi obliqui e incrociati, con seguiti per rimettersi in linea. Riportiamo il testo che vi fa riferimento, con le illustrazioni relative: "Cap. 5. Del l’amunitione del passegiare. Anchora te dico che insegnando alli tuoi scholari, maxime de Armi da fillo... E de pue assai altre sorte de armi che tu sai, fa' che te sempre li insegni il passegiare de guardia in guardia, così inanze come indietro e de lado, e per traverso e in ogni maniera che sia possibile, et insignargli de acompagnare la man con il piede,e ‘l piede con la mano, altramente tu non farissi cosa bona, sì che pertanto se tu te adesmenticasse l'ordine del detto passeggiare io te ‘l dissegnarò in questo, come tu potrai vedere chiaramente, ma t'aricordo bene che insegnando il passegiare sopra di tal segno, tu l'insegnerai in loco dove non sia gente che a te non piacesse..."
"Cap. 144. Del passegiare. Questo si è el segno dove tu farai sopra passegiare li detti tuoi scolari de passo in passo, così inanci come indrieto con le armi in mano, atorno atorno, mettando li piedi in su questi fili, che traversano li segni tondi. "

Giacomo di Grassi

Giacomo Di Grassi, 12r e seg. descrive i vari passi nel modo seguente, che vale la pena di riportare per intero:
"Quanto al moto de i piedi da' quali nascono le grandi offese et difese; havendosene molti essempi, che si come il saperli ordinatamente et con ragione movere causò, sì, nei steccati, come nelle brighe che tutto dì di fanno, honorata vittoria, così il troppo moverli et senza ragione fu causa di grandissimi danni et vergogne per ciò non se ne potendo dar certa misura per la diversità de gli huomini grandi et piccioli, ad alcuno de' quali torna comodo il fare passo d'un braccio, ad altri di mezzo o più per ciò sarà ciascuno avertito di formar in tutte le guardie un passo mediocre di modo che si possi, per voler crescer a ferir allungarlo un piede, et altrotanto ristringerlo per salvarsi, senza pericolo di cadere; ma i perché i piedi in questo esercitio si muovono in diversi modi sia buono dir il nome di ciascuno acciocché usamdoli per tutta l'opera si sia inteso. Devesi dunque sapere che i piedi si muovono o rettamente o circularmente, se rettamente avanti o indietro, et possono movendosi innanzi rettamente overo muovere un passo intiero il che si intende quando si porta il piede di dietro inanzi tenendo fermo quello che era dinanzi; et questo passo alle volte si fà diritto alle volte obliquo, diritto si intende per retta linea et questo di raro accade, obliquo intendo quando il piede di dietro si porta pur dinanzi ma di traverso portando con esso crescendo inanzi la vita fuor della linea retta ove si ferisce, il medesimo si intende indietro, ma si usa indietro più diritto che obliquo, la metà di questi indietro o inanzi s'adimanderan mezzi passi, (il nostro "piede scaccia piede", nda) cioé quando si porta il pie' di dietro appresso quel dinanzi fermandolo, et quando si cresce quel dinanzi, similmente raccogliendo quel dinanzi appresso quel di dietro affermandolo et poscia ritirando quel di dietro. Questi mezzi passi s'usano molto et retti et obliqui. Habbiamo dunque passi diritti et passi obliqui inanzi et indietro et parimenti mezzi passi inanzi, indietro, diritti et obliqui. De' circulari non s'usano altro che mezzi passi et anco questi si fanno quando havendo formato il passo è di bisogno girar l'un de' piedi quel di dietro o quel dinanzi nella parte destra o sinistra, onde si ha che i passi in cerchio (il nostro "seguito", nda) si fanno quando il piede di dietro stando pur di dietro si muove nella parte destra o sinistra, et quel dinanzi stando tutta via dinanzi si può muovere in tutte le parti, et crescer et ritirarsi."

Scuola Fiorentina

Francesco Altoni

Altoni ci riferisce che "...i passi sono più spetie dividendoli come la presente materia, ricerca; perché alcunj sono grandi, altri mezzani, altri piccoli, questi come sono varij i corpi, et varie le disposition de gli huomjni, così hanno varietà anco tra loro..." Libro I Cap. XI
Ancora, ibidem: "...sono anco i passi o col piè destro innanzi o col piè sinistro pure innanzi o camminando in traverso, o innanzi et {in}dietro i quali ciascheduno per sé agevolmente intende..."
Sempre nello stesso capitolo, troviamo l’interessante osservazione (peraltro già esposta decenni prima da Filippo Vadi) che: "...in tutti e' movimenti conviene che i passi accompagnino la spada, perché sicuramente {et}1 con forza la possa condursi al luogo destinato....".
Infine, una nota estetica: "Debbesi dunque come in tutto il resto del corpo vedere anco ne' piedi, et ne' passi una armonia et una corrispondenza a tutto il resto, tenendo ogni parte al fine, <alla> {al} quale tende la spada, la quale compositione fa quella bellezza et quella leggiadria che pochi intendono et che ciaschedun loda..."

Contributi alla Pagina

Alessandro Battistini (10.6%), Jari Lanzoni (89.4%)

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