Parata di filo falso

Da Scrimipedia.

Parata effettuata urtando in fuori il colpo dell’avversario con il filo falso della propria spada. Si tratta della parata preferita nella Scuola Bolognese tradizionale (Anonimo, Marozzo, Manciolino).


Indice

Anonimo Bolognese

Anonimo, ms. 345, 21r:
"Il difendersi dalli dati colpi col falso della spada in tanto tutti gli altri schermi avanza, in quanto è più forte nel sospingere in fuori la spada del nemico per fare al taglio della sua seguentemente presta la via: che risolcando il medesimo aere, onde l’aversaria, come di possessione scacciata fosse prima che a sé richiami la smarrita virtute, se non sia lecito al valoroso della sua arte cogliere altrimenti frutto, non dando indugio all’opera, potrà l’arma in alcuno membro del nemico in segno di vittoria fortemente insedire."
Ibidem, 78v:
"et se egli ti rispondese di colpo alcuno, tu passarai del piede destro inanzi schifandoti dal vegnente colpo con il falso della spada, et di presente gli ferirai la faccia con uno mandritto ..."


Antonio Manciolino

Manciolino nel Libro I ne tesse le lodi:
"Quelli che havranno diletto di schermir li dati colpi con il falso della spada, riusciranno valorosi giocatori, perché gli migliori & piu forti schermi non possono esser di questi conciosiacosache schermir & ferir quasi in un tempo così far si possi."
La troviamo per es. al cap. nono del Libro IV:
"Et s'egli cacciasse cotal punta con il piede destro innanzi per offenderti d'uno mandritto per gamba, tu cotal punta medesimamente con il falso annullerai."
Sempre nel libro IV, al cap. XII che tratta della spada sola troviamol’indicazione della corretta posizione finale per una parata di falso che va da sx verso dx:
"Ma se dalle soprane parti tue venir vedessi uno mandritto, o riverso, o fendente, o punta tirata, tu qualunque di questo con il falso serai possente scansare pur che la guardia di faccia non trascorri. Il che fatto, spigneraigli una punta nel volto, o nel petto, che vuoi, tu puoi anchora dopoi che con il predetto falso ti havrai schermito, tirargli di uno mandritto per faccia..." Nel Libro V nel gioco di spada e cappa troviamo una parata di filo falso contro i mandritti alle gambe:
"Ma s'egli tirasse di mandritto, o di fendente per testa... Et se cotali colpi tirar volesse per gamba, tu passando con il piede manco innanzi caccierai il falso sotto la nemica spada dandogli di uno riverso per gamba..."
La stessa azione è possibile anche con le armi d’asta, per es. nel gioco di ronca:
"Ma se egli tirasse anchora per ferirti la gamba di man dritto, o di punta, tu subito varcherai con il piede destro innanzi dannando li predetti colpi con uno falso di sotto in su della tua ronca..."


Achille Marozzo

Marozzo, al cap. 85:
"...io voglio che facendo lui la ditta stocata tu passerai el tuo pie’ dritto inverso alle sue parte stanche, e in questo passare tu urterai del falso de la spada tua de sotto in suso in la stocata sua..."
Ancora, al cap. 86:
"...ma preponiamo che lui te tire dove el si voglia, o mandritto, o roverso, o stocata io voglio che a cadauna di queste botte che lui tirerà tu urterai de uno falso de sotto in suso in la spada, cioè in la botta che lui tirerà..."
Ma soprattutto si veda ancora questa dichiarazione di Marozzo in favore della parata di filo falso (Cap. 139):
"...confortandolo che lui debba parare più de falso che d'altro filo, perché l'è più utile parato, che non el dritto filo, sapendo tu che el falso ferisse e para in uno tempo medesimo..."
Di segno contrario quanto segnalato da Dalle Agocchie (20v), ma che vale solo per le parate di filo falso da destra verso sinistra:
"Gio.: - ...vi ho dimostrato la difesa, sì co’l fil falso, come etiamdio co’l fil dritto della spada, insieme con le offese, che in esse fare si possono.
Lep.: - Di questi due schermi qual tenete voi migliore?
Gio.: - Tutti due son buoni; ma però gli schermi, che si fanno co’l fil dritto della spada, son migliori, et più sicuri. Perché quasi sempre si fanno nel forte della spada, cioè dal mezzo indietro, et ancor (come vi ho detto) si può sempre ferire sì di punta, come di taglio; et di più la punta della spada non si lieva quasi mai dalla presenza del nimico. Ma per il contrario gli schermi, che si fanno co’l falso dritto, son men forti et men sicuri; perché la maggior parte di essi si fanno co’l debole della spada: il quale è dal mezzo innanzi, né mai si può ferire di punta , et essa ancora si diparte dalla presenza del nimico: sì che per queste ragioni io tengo il parare co’l fil dritto della spada migliore, et più sicuro."


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie aveva già affrontato la questione in 13v, trattando anche delle possibili risposte (si veda anche quanto indicato nella parata di filo dritto):
"...in due modi con la spada si può parar, ò co’l fil dritto di essa, ò co’l falso. Il qual falso si divide in due nature; come vi hò detto, cioè dritto, et manco. Del falso dritto ve ne potete servire, per urtare in fuori la spada del nimico, cioè verso le sue parti destre: e del falso manco verso le sue parti sinistre. Ogni volta dunque che urtarete il colpo co’l falso manco; potete ferir sì di taglio, come di punta. Mà quando l’urtarete co’l falso dritto; non potete ferire se non di taglio."

Dalle Agocchie continua poi descrivendo una peculiare parata di falso mandritto:
"Però voglio avvertirvi, che volendo ferire di mandritto, mentre che vi moverete co’l falso dritto per andare à urtare il colpo del nimico; subito volgerete il nodo della mano all’in giù, volgendo la persona dietro alle vostre parti destre, che ciò facendo verrete a urtare quasi co’l fil dritto nella nimica spada, et nel medesimo tempo volgerete un dritto tramazzone, che così sarete più sicuro: perché più vi discosterete la spada del nimico, et ancor verrete à parare, et ferire quasi in un tempo: et di più la spada sempre sarà alla presenza dell’avversario. Mà bisogna esser disciolto della vita, et prestissimo, di nodo di mano, perché altrimente non fareste profitto.... Perché colui, che parerà co’l falso dritto della spada, et che non sarà disciolto della vita, et presto di nodo di mano; facilmente si potrebbe tirar nel volto la spada del nimico: et per questa cagione sono molti che lo dannano. Et io per essere d’altro parere vi esorto, à esercitarlo, che ciò facendo verrete meglio a disciogliervi della vita, et verrete ancor à fare buon nodo di mano: et di più vi farete buon paratore, et presto feritore."

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