Moncio Pietro

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Pietro Moncio (o Monte o Montius o Monti) è l'autore del primo libro occidentale sulle arti marziali e l'educazione fisica.

Indice

Biografia

Pietro Moncio (detto anche Pietro Monte) fu un Maestro d'armi italiano rinascimentale, la cui carriera come uomo d'arme, nonchè di scrittore, fu quasi interamente svolta in Italia, a differenza di maestri contemporanei, come Achille Marozzo che operarono anche in Francia e in altre parti d'Europa. Taluni autori sostengono sia spagnolo, ma non esiste traccia nelle fonti e restano pertanto congetture prive di basi.

E' passato ai posteri sopratutto perchè Baldassarre del Castiglione lo cita nel suo libro del Cortigiano come colui che insegnò a Galeazzo da Sanseverino la lotta e l'uso delle armi.

Vi sono ipotesi della sua morte nel maggio del 1509 durante la Battaglia di Agnadello.

Opera trattatistica

Pietro Moncio fu l'autore di un trattato in latino tardo-medievale dal titolo "Gli Esercizi e l'Arte Militare" (titolo originale in latino: "Petri Monti exercitiorum atque artis militaris collectanea in tris libros distincta", scritto sul finire del XV secolo in forma manoscritta e che prende le stampe solo nel 1509 a Milano in seguito alla morte dell'autore.

Il trattato consta di 159 pagine, di solo testo, ad esclusione di una sola illustrazione sopra il titolo.

Il trattato contiene istruzioni e ammaestramenti sulla scherma con le più svariate armi, la lotta a mani nude, l'equitazione e l'educazione fisica, ma anche le caratteristiche delle diverse armature e consigli di tattica militare, oltre a numerose divagazioni filosofiche (teoria degli umori, anche applicata al combattimento, caratteristiche guerresche dei vari popoli europei e confinanti...).

A causa del tipo di scherma, che alcuni vogliono o italiana o spagnola, sono nati dubbi riguardo la sua nazionalità. La maggior parte dei bibliografi di scherma però ritiene sia italiano e solo in tempi moderni taluni hanno avanzato ipotesi prive di fondamenti.

L'impostazione del trattato, piuttosto caotico nella trattazione (non per niente Pietro Monte stesso lo definisce "Collectanea"), sotto molti aspetti è da considerarsi più medievale che rinascimentale.

Citazioni bibliografiche

Jacopo Gelli

Opera di scherma.
... 1509 ...

Questo trattato di cui non si ha traccia che nelle citazioni delle opere del Morsicato Pallavicini e di Antonio Marcelli (1670 e 1686) era ritenuto come l'opera di scherma la più autorevole. Il Moncio fu tra i primi che pubblicarono in Italia un'opera di scherma, se si considerano lavori antecedenti come quello di Fiore de Liberi di Premariacco.

Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.

Pantanelli e Orioli

Pietro Moncio (o Montius o Monti o Monte)
E' il primo maestro di scherma che compila un trattato organico della propria materia: Petri Montii Exercitiorum atque artis militaris collectanea in tris [sic] libros distincta.
Questo studio viene citato a posteriori da due autori: Pallavicini Morsicato, nel suo trattato del 1670 e Antonio Marcelli nel trattato del 1676.
Il Monte, pur essendo di scuola bolognese, visse alla corte urbinate e viene citato nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione come "il solo e vero maestro d'ogni artificiosa forza e leggerezza, così del cavalcare, giostrare e qualsivoglia altra cosa".

Testi di riferimento:

  • v. Pantanelli,G. Scherma e maestri di scherma bolognesi, estratto dalla "Strenna storica bolognese", anno terzo, cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1930
  • Orioli, E.: La scherma a Bologna, in "Resto del Carlino", 20-21 maggio 1901, n. 140

Baldassarre Castiglione

"Ma per venire a qualche particularità, estimo che la principale e vera profession del cortegiano debba esser quella dell'arme..."

"Qualche volta nasceano altre disputazioni di diverse materie, o vero si mordea con pronti detti; spesso si faceano imprese come oggidì chiamiamo; dove di tali ragionamenti maraviglioso piacere si pigliava per esser, come ho detto, piena la casa di nobilissimi ingegni; tra i quali, come sapete, erano celeberrimi il signor Ottaviano Fregoso, messer Federico suo fratello, il Magnifico Iuliano de' Medici, messer Pietro Bembo, messer Cesar Gonzaga, il conte Ludovico da Canossa, il signor Gaspar Pallavicino, il signor Ludovico Pio, il signor Morello da Ortona, Pietro da Napoli, messer Roberto da Bari ed infiniti altri nobilissimi cavalieri; oltra che molti ve n'erano, i quali, avvenga che per ordinario non stessino quivi fermamente, pur la maggior parte del tempo vi dispensavano; come messer Bernardo Bibiena, l'Unico Aretino, Ioanni Cristoforo Romano, Pietro Monte, Terpandro, messer Nicolò Frisio; di modo che sempre poeti, musici e d'ogni sorte omini piacevoli e li più eccellenti in ogni facultà che in Italia si trovassino, vi concorrevano."

"...ché sí come del lottare, volteggiare e maneggiar molte sorti d'armi ha tenuto per guida il nostro messer Pietro Monte, il qual, come sapete, è il vero e solo maestro d'ogni artificiosa forza e leggerezza, cosí del cavalcare, giostrare e qualsivoglia altra cosa ha sempre avuto inanzi agli occhi i piú perfetti, che in quelle professioni siano stati conosciuti."

"E però in loco di questo non sarebbe forse stato male insegnar qualche particularità di quelle che appartengono al servizio della persona del principe, ché pur al cortegian si convien saperle ed aver grazia in farle; o veramente dir del modo che s'abbia a tener negli esercizi del corpo e come cavalcare, maneggiar l'arme, lottare ed in che consiste la difficultà di queste operazioni -. Disse allor la signora Duchessa ridendo: - I signori non si servono alla persona di cosí eccellente cortegiano, come è questo: gli esercizi poi del corpo e forze e destrezze della persona lassaremo che messer Pietro Monte nostro abbia cura d'insegnar, quando gli parerà tempo piú commodo;"

"Però questi che, quando son per far qualche impresa, parlan tanto e saltano, né possono star fermi, pare che in quelle tali cose si svampino e, come ben dice il nostro messer Pietro Monte, fanno come i fanciulli, che andando di notte per paura cantano, quasi che con quel cantare da se stessi si facciano animo..."

Testi di riferimento:

Rachel Annand Taylor

The fencing-masters went by with springing steps. These he saluted, for he still loved parry and thrust, swords and swordsmen. Camillo Agrippa was a famed Milanese sword-master, Pietro Monte, jouster, fencer, wrestler, vaulter, who had for pupil the famous Galeazzo Sanseverino himself, fascinated Leonardo by his skill in throwing darts.

Testi di riferimento:

  • Leonardo the Florentine: A Study in Personality, Rachel Annand Taylor; Richards Press, 1927. 582 pgs.

Alberto Marchionni

Ed infatti Giacomo Ponz o Pietro de las Torres nel 1474 pubblicarono i loro precelti sull'arte della Scherma.
L'Italia, che non è stata mai seconda a nissuna nazione tanto nel maneggio della penna, che della spada, vide in seguito non solo un numero cospicuo di trattatisti di Scherma, ma pur anco i più accreditati Pietro Moncio (italiano) nel 1509 dava alle stampa il suo Trattato, il quale era seguito da Antonio Manciolino Bolognese, che intitolò il suo libro "Opera nuova ove sono tutti i documenti e vantaggi che si ponno avere nel mestiero dell'armi d'ogni sorte" con poche vignette e pochissimoo correlativo al testo.

Testo di riferimento:Trattato di scherma: sopra un nuovo sistema di giuoco misto di scuola italiana e francese. Di Alberto Marchionni. Pubblicato da Dai Tipi Federigo Bencini, Firenze 1847.

Marcelli Francesco Antonio

Pietro Moncio Maestro Italiano, stampò un libro di Scherma nel 1509.

Testo di riferimento: Regole della scherma insegnate da Lelio e Titta Marcelli, scritte da Francesco Antonio Marcelli, figlio e Nipote e Maestro di scherma a Roma. Pubblicato nella stamperia di Dom. Ant. Ercole, Roma 1686.

Gorio Gio. Pietro

Per il tirare in tempo, altro non s'ntende, che il tosto partire sopra qualunque motto, ò di Vita, ò di Spada on giusta misura: come asserisce pure Pietro Montio part. 2. fol. 6.

Testo di riferimento: Arte di adoprar la spada per sicuramente ferire e perfettamente diffendersi. Dedicata e consegrata al nome e merito dell'illustrissimo sig. Conte Pirro Visconti Borromeo Aresi.
Milano, 1682, Federico Francesco Majetta.

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