Lotta

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Il termine lotta (anticamente "lutta", dal latino lŭcta) indica un combattimento corpo a corpo tra due atleti disarmati.

La lotta nell'antichità (da wikipedia)

La Lotta rappresenta la disciplina da combattimento più antica al mondo. Diversi graffiti risalenti all'era del paleolitico raffigurano azioni e tecniche primitive con protagonisti i primi lottatori. I reperti archeologici giunti ai nostri giorni fanno luce sul passato e danno risalto a questa disciplina attraverso un ponte epocale che ci conduce in un viaggio fra tutte le società antiche: sumera, egizia, greca, romana, celtica ed araba. L'arte di "fare alle braccia" risulta antichissima e diverse tracce di questa forma di combattimento si ritrovano in reperti della civiltà sumerica di 5000 anni fa. Le prime testimonianze arrivano dalla Mesopotamia, dall'Egitto, dall'India e dalla Cina. Sono diversi gli scopi che hanno facilitato il suo sviluppo, da quello educativo-formativo a quello militare, difensivo e sportivo. Le prime tracce riguardanti la lotta "codificata", risalgono alla tomba egizia di Beni Hassan (3000 a.C.) in cui vengono rappresentate circa 400 differenti tecniche di lotta con scopo ginnico-militare che ricordano la "libera moderna" nelle fasi in piedi ed il "grappling no-gi" in quelle a terra; il dipinto comprende diversi esercizi per la preparazione atletica, compreso il "ponte".

Successivamente, la civiltà ellenica ha tramandato ampie e complete documentazioni, in cui la lotta era considerata come un esercizio indispensabile per il rafforzamento del fisico e del carattere dei giovani. Le forme di lotta che si praticavano in Grecia erano sostanzialmente quattro, tutte abbastanza lontane dalla greco-romana moderna e simili alla libera. Alla lotta in piedi, che aveva per finalità quella di rovesciare a terra il proprio avversario, veniva dato l'appellativo di katazletikè, dalla parola greca katazallein "arte di gettare a terra". Le fasi al suolo, invece, comprendevano torsioni alle articolazioni e strangolamenti, rendendo la disciplina simile al moderno grappling no-gi ed al catch wrestling. L'orthopali era un tipo di lotta affine alla moderna lotta stile libero, in quanto consentiva gli sgambetti e l'uso delle gambe. Il fine ultimo del combattimento era quello di tentare di gettare per tre volte a terra il proprio avversario, in qualsiasi modo. L'alindissis, detto anche kylissis, non differiva molto dall'orthopalis, ma veniva generalmente praticato soltanto in sede di allenamento e quasi mai nelle pubbliche competizioni, a causa dell'eccessiva durata. I combattimenti si svolgevano in un fossato riempito di sabbia. La forma di lotta più originale era l'acrochirismos, che consisteva in un combattimento condotto mediante l'uso delle sole dita delle mani e durava fino a che uno dei due contendenti non fosse riuscito a costringere l'avversario all'abbandono. Il quarto stile, quello che venne poi ereditato su larga scala dai Romani fu il pankration, un tipo di lotta particolarmente violento, tale da essere proprio sul limite tra sport e azione bellica. La lotta olimpica nacque nel 708 a.C. in occasione della XVIII Olimpiade ed il primo vincitore dei Giochi fu lo spartano Euribato. Uno dei più grandi campioni olimpici della lotta antica fu Milone di Crotone, vincitore per ben sei volte dal 540 a.C. al 516 a.C. e si affermò anche nelle feste Istmiche, Nemee e Pitiche.

Il carattere sportivo della lotta ateniese scomparve nella lotta romana che si ispirava, viceversa, alla più rigorosa tradizione spartana con una preferenza verso le applicazioni belliche e non regolamentate della disciplina; determinante, nel gusto dei Romani, è stata infatti l'influenza delle civiltà italiche preromane e particolarmente di quella etrusca. Nel periodo romano, la lotta aveva perso il carattere dilettantistico di quella ateniese per diventare a tutti gli effetti un' attività per professionisti (o soldati) che sovente si scontravano nelle arene sfidando altri lottatori provenienti dalle molteplici province dell' Impero. Nel 394 l'imperatore Teodosio I soppresse i Giochi Olimpici, facendo decrescere la popolarità della lotta sportiva, ma nonostante questo la disciplina continuò ad evolversi fino al medioevo, periodo nel quale veniva allenata con pochissime regole e per scopi militari.

Fra il secolo X ed il secolo XV l' arte di lottare riacquistò visibilità in Ungheria, Italia e nelle vallate alpine in cui veniva impiegata come intrattenimento e difesa personale. In terra francese, la lotta era praticata dai sovrani, che spesso organizzavano incontri per misurare la propria forza ed abilità. Si ricorda infatti il memorabile combattimento che ebbe luogo tra Francesco I, re di Francia ed Edoardo Vili, re d'Inghilterra, conclusosi con la vittoria del sovrano francese, che atterrò il fortissimo avversario, rovesciandolo a terra con un perfetto braccio in spalla (arm spin). Il 1800 rappresenta la rinascita della lotta a livello di popolarità; in questo periodo storico iniziò la fase della "lotta olimpica moderna", nata sulla scia delle numerose discipline tradizionali che ancora oggi influenzano e caratterizzano il repertorio tecnico degli stili olimpici (libera e greco-romana). La Francia svolse un ruolo fondamentale verso il rilancio della disciplina grazie alla nascita di numerose accademie come quelle di Lione, Bordeaux e Marsiglia. Exbroyat, soldato di Napoleone, rappresenta il simbolo di questa rinascita; ma negli stessi anni nacquero delle importanti palestre anche in Italia, in particolar modo a Milano, Genova e Torino grazie, anche, al prezioso contributo di Basilio Bartoletti, al quale si deve la denominazione di "lotta greco-romana". Il regolamento sportivo della lotta greco-romana venne scritto il 20 maggio 1848, stilato da 350 delegati delle accademie di Lione, Marsiglia, Arles, Bordeaux, Tolosa e Nimes. Il formato richiamava l'antico testo delle regole stabilite sotto il regno di Ifito, nell'Elide, opportunamente aggiornato ed adattato alle esigenze dell'epoca moderna, come il divieto di utilizzare o afferrare le gambe, non presente nell'antichità. Tre grandi nomi di lottatori dominano la scena internazionale dell'epoca: Felix Bernard, Pietro Dalmasso ed Abdullah Jeffery, autentici maestri della lotta che anteponevano la tecnica alla forza. Per quanto riguarda l'Italia, i nomi più importanti sono quelli di Basilio Bartoletti e Dalmasso. Nello stesso periodo, la Turchia giocò un ruolo di fondamentale importanza per le sorti delle discipline olimpiche in oggetto, complici, in gran parte, le invasioni turche nell'Europa sud-orientale. In terra turca, nei Paesi balcanici e danubiani (Bulgaria, Romania, Albania, Jugoslavia), i lottatori di "yağlı güreş" (stile tradizionale turco) iniziarono ad affacciarsi alla greco-romana pur trovando non poche difficoltà a causa del divieto di utilizzare le gambe nelle tecniche (consentito nello yağlı). Nella valle del Danubio erano molto diffusi anche gli stili tradizionali "kures" e "trinta", mentre in Jugoslavia era molto popolare il "pelivan". Anche la Svizzera diventò protagonista nei primi anni del 1800, grazie alla lotta tradizionale "calegon" e l'introduzione della lotta libera nel 1820, periodo in cui si accese una forte rivalità fra i due stili. L'Europa era diventata un vero e proprio motore per la ripresa della lotta, pratica che si diffuse rapidamente anche in Germania sulla scia del tradizionale "rangeln". Le origini francesi della greco-romana non influenzarono in alcun modo la nascita della lotta libera a cui vengono attribuite origini anglosassoni strettamente correlate con gli stili tradizionali praticati nell'attuale UK: "cornwall and devon style", "cumberland and westmorland style" ed il "lancashire style", una brutale forma di combattimento e difesa con sottomissioni denominata anche "catch as catch can". Il "lancashire style" venne esportato in nord America dai coloni inglesi e scozzesi; al di là dell'oceano si sviluppò in un contesto di combattimento privo di regole chiamato "rough and tumble", dando vita al "catch wrestling" che a sua volta è considerato l'antenato del grappling no-gi e del "folkstyle wrestling" americano praticato nelle università USA. Gli stili inglesi dell' 800 avevano diverse affinità con quelli spagnoli "léon" e "canaria", mentre in scandinavia venivano praticati forme tradizionali come il "kragkast" e soprattutto il "glima", stilisticamente adatto alla greco-romana che, al contrario della libera, si diffuse rapidamente in tutta la penisola.

Nell'Europa del 1800-1900 nacquero un alto numero di accademie ma soprattutto vennero costituite le prime federazioni nazionali (a partire dal 1891 con quella tedesca). Ma in questi secoli, la lotta era presente anche nella zona geografica dell' ex URSS in cui, nelle campagne e nei villaggi erano (e sono tuttora) praticati diversi stili, come la "tchadora" della Georgia, la "guleche" dell'Azerbaijan, la "kouresse" del Kazakistan, la "kokh" dell'Armenia, la "goreche" del Tajikistan, la "goughty" russa, la "kourache" del Kirghizistan ed Uzbekistan. Grazie alle forme di lotta tradizionale si diffusero rapidamente anche la greco-romana e la libera.

In Iran venivano praticate ben cinque forme tradizionali ("gilaki" e "mazanderani" le più importanti), ma la diffusione della lotta olimpica avvenne intorno al 1930 (nello stesso periodo anche in Belgio ed Olanda). L'India è stata una delle zone in cui si sviluppò la lotta nel passato, ma nell'era moderna la completa organizzazione della disciplina avvenne durante il 1900 inoltrato, come del resto in Pakistan, Cina e Giappone. Gli stili olimpici raggiunsero anche l'Australia per via dei soldati inglesi; alcuni anni dopo si diffusero in sud America e Canada grazie ai viaggi dei lottatori europei.

Fra gli ultimi anni del 1880 ed i primi del 1900 diversi lottatori di greco-romana furono protagonisti di sfide interstile in cui dimostrarono la grande efficacia della lotta, come nel caso di William Muldoon che nel 1887 sconfisse il campione mondiale di pugilato John L. Sullivan in meno di due minuti. Il successivo incontro pubblicizzato avvenne alla fine del secolo quando il futuro campione dei pesi massimi di pugilato Bob Fitzsimmons affrontò il campione europeo di lotta greco-romana Ernest Roeber. Roeber ebbe una frattura allo zigomo, ma fu in grado di portare Fitzsimmons al tappeto e finalizzare l'avversario con una leva al braccio. Durante i primi anni del 1900, l'italiano Giovanni Raicevich, campione di lotta greco-romana, sconfisse Akitaro Ono, un maestro giapponese esperto di judo, ju-jitsu e sumo.

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