La scherma in Germania

Da Scrimipedia.
Per la presente voce sono disponibili solamente le informazioni estratte dalla Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli.
Convenzionalmente, in mancanza di informazioni più approfondite, il testo del Gelli è considerato come la base contenutistica di Scrimipedia.

Indice

Citazioni

Jacopo Gelli

Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.

D'en venir à la pointe

Abolito dalla rivoluzione francese il costume di cingere la spada nella vita privata, le Università tedesche, che costituivano i grandi centri schermistici della Germania, cambiarono la micidiale spada triangolare con lo Schlaeger, tutt'ora in uso; arma non pericolosa, che ha fatto risorgere l'antica smania d'en venir à la pointe per motivi futili e, qualche volta, anche senza motivi. Nè, sono alieno dal credere, che a questa recrudescenza di venire alle armi per un nonnulla, sia estranea la simpatia profonda, e la grata reminescenza dei moderni tedeschi per le antiche fechtschulen teutoniche, e per le ancora più antiche corporazioni dei maestri d'armi, tra le quali rammento la più remota, distinta col nome di Burgerschaft von St. Marcus, von Lowenburg.

Le Fechter-Gilde

Lo scopo di questa associazione, o corporazione, si era di assicurare ai maestri d'arme che la componevano, il monopolio, per così dire, dell'insegnamento della scherma in tutta la Germania. Per riuscire nell'intento protezionista, chiunque osava insegnare la nobile arte in terra germanica, era tosto visitato dai capi della corporazione, e cioè: dal capitano e da cinque maestri dei Fechter-Gilde. Il resultato della visita era sempre lo stesso; o ascriversi alla Compagnia o corporazione, assogettandosi a tutti i regolamenti: o battersi, a turno, con ciascuno dei visitatori o con tutti insieme e in una volta. L'argomento cornuto, e molto persuasivo, induceva i malcapitati ad accettare la prima delle proposizioni e si ascrivevano alla Società di San Marco, la quale aveva il suo quartier generale a Francoforte sul Meno e presso cui si conseguiva il diploma di maestro in armi. Il Capitano, circondato da tutti i Marxbruder, presenti a Francoforte, esaminava i candidati sulla piazza del Mercato. Finita la prova, il laureando attendeva ansioso dal Capitano i i tre colpi della spada d'onore sulle spalle e deponendo con gioia due fiorini d'oro sulla lama che lo aveva colpito, diventava maestro di scherma per tutta la Germania, con privilegio di portare il leone d'oro araldico dei Marxbruder.

Privilegi grandissimi furono accordati dal 1480, da Federigo a questa associazione di.... prepotenti, privilegi riconfermati da Massimiliano I nel 1512, da Massimiliano II nel 1566 e da Rodolfo II nel 1579.
La Federfechter (1) gareggiò e tenne testa ai Marxbruder, che adottarono il giuoco italiano; mentre invece i primi, pur conoscendo a perfezione il giuoco dello spadone, o spada a due mani, prediligevano la feder (2), e provocavano giornalmente a battersi di stocco i Marxbruder, i quali finirono, verso il 1590, per adottare essi pure la feder. Quindi, fraternamente, si divisero il monopolio dell'insegnamento della scherma, restando i Marxbruder a Francoforte, portandosi a Praga i Federfechter. Gli Oberhauptman erano i superiori di queste corporazioni.

Influenze della scuola italiana

I tedeschi furono sempre schermitori eccellenti, specie maneggiando il dusack e lo schwerdt (3). Però anch'essi ricorsero ai famosi maestri italiani, che grandemente onorarono, e dei quali tradussero le opere, senza aggiungervi mai nulla del proprio. Verso il 1690, Daniel Langé, maestro d'armi in Heidelberg, cominciò ad adottare alcuni termini e talune azioni della scuola francese; senza, però, nuocere al predominio dell'arte italiana.

Dopo il XVI secolo la scherma in Germania soggiacque ad una completa rivoluzione. Le Fechtboden, abbandonate, restarono il ritrovo di soli studenti e degli ufficiali: e le antiche corporazioni di scherma di convertirono un poco alla volta in Schutzen Kompagnien. Le armi nazionali furono abbandonate, abbandonate le pesanti straniere, e la rapière, la nobile spada italiana, acquistò un alto posto d'onore presso la nobiltà e la borghesia di quel tempo. Professori e studenti, nobili e militari s'arrogarono il diritto di esigere quest'arma. Oggi, però gli studenti usano lo schlaeger per definire le loro vertenze; la scherma vera è decaduta, e un misto di scuola italiana e francese tenta inutilmente rialzarsi or qua or là.

Note

1. Fondata a Meclemburgo, ricevé da quel duca le insegne, consistenti in un grifone nera (griffon de sable) e la carta che la istituiva.
2. Feder, parola di gergo che significa rapière (spadancia); tradotta letteralmente significa la penna.
3. Il dusack era una specie di larga e corta sciabola ricurva, che s'impugnava mediante un largo foro ovale, opposto alla punta. Aveva un solo taglio. Lo schewerdt invece, era simile allo spadone a due mani degli italiani.

Contributi alla Pagina

Alessandro Battistini (15.0%), Jari Lanzoni (85.0%)

Strumenti personali