Categoria:Guardie code lunghe

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Illustrazione da Marozzo 1536 della Coda lunga e distesa

Le Guardie della famiglia delle code lunghe sono guardie della scuola rinascimentale italiana di scherma, in particolare della scuola bolognese. Questa famiglia di guardie ha la funzione di invito a sinistra, generando guardie nelle quali il colpo del nemico viene attirato alla parte sinistra del corpo, e la parata che ne segue avviene da destra a sinistra.In linea di principio tutte le guardie di questa famiglia hanno una posizione del pugno di seconda o di seconda in terza.

Il nome, con ogni probabilità, deriva dalla posizione della spada che, vista di profilo nella guardia che maggiormente rappresenta questa famiglia (Coda Lunga e Distesa), ricorda la coda di animale dietro allo schermidore. Va però fatto notare come Antonio Manciolino riporti che il termine "Coda Lunga" faccia riferimento un proverbio del tempo: si dice nelli volgari proverbi che uno non si deve impacciare con grandi maestri perche hanno la coda lunga, cioè potere di offenderti per il copioso seguito [1]. Giovanni Dalle Agocchie, una quarantina di anni dopo, riporta la stessa citazione: si dice per volgare proverbio, Guardati da quelli che hanno la coda longa, cioè che hanno seguito [2].

Indice

Evoluzione

Quinta Custodia - Lato Destro da Manoscritto I33

Nella prima immagine (quinta guardia) a pag. 2 del Manoscritto I33 delle Royal Armouries (circa 1300), purtroppo completamente rovinata era riprodotta una guardia che è l’antesignana di tutte le code lunghe. Per fortuna la stessa guardia è illustrata anche più avanti (per es. a pag. 53 prima figura), per cui ne conosciamo la forma. Essa prende il nome di Quinta Custodia - Lato Destro. La stessa guardia si è mantenuta identica nella Scuola Bolognese nella guardia di Coda lunga e distesa.

Anche in Fiore dei Liberi troviamo per la prima volta nella scuola italiana la Posta di coda lunga a cui viene assegnata la peculiarità di essere distesa verso terra (Posta de coda lunga son in terra destesa;)[3]. Possiamo quindi supporre che questa famiglia di guardie abbia origine nella guardia medievale italiana usata da Fiore dei Liberi, che era appunto la guardia antica con la spada tenuta all’estrema destra, all’indietro, e da cui qualsiasi parata non poteva che andare da destra a sinistra.

Le guardie di coda lunga subiscono una "fossilizzazione" dei piedi con il progredire della scuola bolognese. I primi Maestri della scuola conosciuti (Anonimo Bolognese, ma in buon parte Antonio Manciolino) riportano le guardie di coda lunga come eseguibili sia con il piede destro sia con il piede sinistro avanzato, tanto che specificano chiaramente il piede ogniqualvolta che la utilizzano nelle tecniche. Per i Maestri successivi (Achille Marozzo e Giovanni Dall'Agocchie) le guardie sono vincolate ad un piede avanzato.

Anche se lo stesso Marozzo riporta fra le immagini una Coda lunga e distesa con il piede destro avanzato. Questa fossilizzazione è particolarmente significativa per la Coda lunga e stretta e la Coda lunga e alta. In queste due guardie, il segno distintivo diventa quasi esclusivamente la posizione dei piedi e non più l'altezza della mano della spada, che finisce per adattarsi all'arma e/o alla tecnica contingente.

Note

  1. Testo di riferimento: Opera Nova di Antonio Manciolino, stampato a Venezia nel 1531 pagina 9r.
  2. Testo di riferimento: Dell'arte di Scrimia di Giovanni dalle Agocchie, stampato a Venezia nel 1572 pagina 9r.
  3. Testo di riferimento: Flos Duellatorum, Codice Pisani Dossi, 19A-3

Citazioni

Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie ne fornisce una descrizione completa dell'intera famiglia:
Coda lunga sarà, quando si tiene la spada fuori dalle parti dritte: la quale in due altre guardie si divide: una delle quali coda lunga e stretta si chiamerà, & l’altra alta. Coda lunga stretta è quella, che si fa co’l pie dritto innanzi: et coda lunga alta co’l pie manco, sempre tenendo la spada di fuori dalle parti dritte co’l braccio ben disteso & vicino alle ginocchia per di fuori, & che la punta della spada guardi il nimico. Questa è così detta a similitudine de gli uomini grandi, i quali di continuo da assai gente accompagnati sono, et però si dice per volgare proverbio, Guardati da quelli che hanno la coda longa, cioè che hanno seguito. Et non altrimenti bisogna da questa guardia guardarsi, perche ha la coda lunga.

Testo di riferimento: Dell'arte di Scrimia di Giovanni dalle Agocchie, stampato a Venezia nel 1572, pagina 9r.

Più avanti fornisce altre informazioni:
“… non si può tirare alcun colpo, che ragionevolmente in qualche guardia non riesca, come avviene de’ manditti insieme con l’imbroccata: i quali si fermano in porta di ferro, o in cinghiale porta di ferro. I riversi poi finiscono in coda lunga , hor co’l pie’ destro innanzi, et hor co’l sinistro. La stoccata et ancor la punta riversa può fermarsi, sì nell’una come nell’altra guardia: nondimeno il dritto della punta riversa, è finire in coda lunga stretta, et la stoccata in porta di ferro…”

Testo di riferimento: Dell'arte di Scrimia di Giovanni dalle Agocchie, stampato a Venezia nel 1572, pagina 22r

L’identità della funzione principale fra le varie guardie della famiglia è affermata sempre da Dalle Agocchie:
“… perché queste due guardie(coda lunga alta e coda lunga stretta) son di una istessa natura , né altra differenza vi è, che’l passare che si fa co’l destro piede…”

Testo di riferimento: Dell'arte di Scrimia di Giovanni dalle Agocchie, stampato a Venezia nel 1572, pagina 18r.

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