Guardia di testa

Da Scrimipedia.

Si tratta di una guardia utilizzata solitamente solo come parata, e ben raramente come posizione di partenza.
Per questa guardia in realtà è opportuno riferire che essa ci poneva da tempo parecchie perplessità, che hanno portato nel tempo a un studio sistematico e a conclusioni oramai a nostro giudizio abbastanza convincenti, in parte diverse da quanto ipotizzato in un primo tempo.

In primo luogo la maggior parte delle descrizioni e delle raffigurazione che ne possediamo, dall'Anonimo Bolognese a Manciolino a Marozzo, paiono configurarla come una guardia che copre il lato dx della testa da un roverso.
Si può concludere quindi che la posizione prevista da tutti questi autori sia una sorta di Terza alta di sciabola moderna, con il pugno circa all'altezza della spalla e davanti alla spalla stessa, quindi una posizione atta a parare un roverso sgualembro alla testa.

Fa eccezione Dalle Agocchie, con una descrizione del tutto diversa, in cui la guardia appare con la punta in basso ed utile quindi contro un mandritto alla testa.


Indice

Citazioni

Scuola Bolognese

Anonimo Bolognese

Così descrive questa guardia l’Anonimo Bolognese (4r):

Evvi una guardia, la quale, perciò che più chell’altre have la testa a cura; da essa prende di guardia di testa il nome: et fassi o, col destro o, col sinistro piede, che vogli, agiato molto avanti. Et le braccia al destro de’ quali la spada, all’altro per non lo finger scioperato il brocchiero affideremo, parimente in contro al nemico distender fortemente si de(v)ono, né più in alto di quello che lle spalle alti si siano, quantunque la mano armata della spada debbia un poco di quella del brocchiero(più) bassa trovarsi.

Antonio Manciolino

Descrizione in Manciolino, 7v:

La Seconda è detta Guardia di Testa, la quale si fa con eguale et pare stendimento d‘amendue le Braccia verso il Nemico, in modo: che quando avrai distese le pugna, si trovino per mezzo alla altezza delle spalle, in questo solamente disconveneranno, che la mano della spada deve stare alquanto più bassa, che quella Brocchero. Ma venendo alli piedi, dico che, in due guise trovar si possono, overo col destro, o col sinistro innanzi a grande passo, et nondimeno serà una medesima Guardia, per la ragione già predetta. (vedi Guardia Alta)

Achille Marozzo

Descrizione in Marozzo:

Guardia di testa. ... & tirando de ditta coda longa, & distesa la gamba sua dritta, dinance alla manca, con la spada tu il farai andare in guardia di testa con il braccio suo dritto disteso verso il nimico per lo dritto facendoti intendere che in ditta guardia di testa el può essere agente, & paciente, ma prima diremo del paciente, paciente se intende se un li tirasse de uno mandritto fendente, overo mandritto sgualembrato, o dritto tramazone alle qual botte tu sei sforciato fare parare il ditto scholare in guardia di testa, & di poi volendo de ditta guardia di testa essere agente, tu li dirai ch'egli può essere agente con una imbroccata dritta sopra mano, o vorai uno mandritto fendente, overo tondo, o sgualembrato o falso dritto, accompagnando le ditte botte se gli piace sempre con un roverso di quella maniera che se li conviene, & nota che de ditta guardia di testa el bisogna che tu il faci andare con una ponta roversa in guardia d’intrare in largo passo, gietando la sua gamba manca davante alla dritta alquanto per traverso, & la ponta della spada sua serà per lo dritto della facia del suo nimico, & qual serà andato in la guardia sopraditta.

Nella spada a due mani (libro III) troviamo anche l’illustrazione di come si esegue guardia in questa particolare disciplina:

Giovanni Dalle Agocchie

Per Dalle Agocchie (10r) invece la descrizione della guardia è la seguente, totalmente diversa da quella illustrata da Marozzo:

...guardia di testa: la quale è quando si tiene il braccio ben disteso per il dritto del volto del nemico, et la spada alla traversa, cioè che la punta di essa vada verso le vostre parti manche, et alquanto verso terra: et è così detta, perché assicura le parti di sopra.

Ragionamenti

Si noti che l’unico punto di contatto fra le versioni della guardia date da Marozzo et al. e da Dalle Agocchie è la funzione di protezione della testa, in primis contro uno sgualembro (per i primi roverso, per il secondo mandritto) ma anche contro un fendente o un tondo.
Andando però ad analizzare l'uso che ne viene fatto nelle tecniche, vediamo come essa sia utilizzata da tutti gli autori contro qualunque colpo alla testa, e nella maggior parte dei casi contro un mandritto sgualembro.
Questo vale anche per gli autori che descrivono una guardia da usarsi solo contro il roverso.
La prima ipotesi che ne è derivata è stata che la stessa posizione adottata contro il roverso potesse essere utilizzata da questi autori anche contro il mandritto, semplicemente spostando il pugno della spada a sx e, mantenendo la punta quasi ferma, cambiando anche l'inclinazione della lama in modo da incrociare bene il colpo formando una parata a croce, quindi una posizione di parata con il pugno a sx all'altezza della spalla e la punta in alto (una sorta di Quarta alta nella sciabola moderna).
L'incongruenza che con il tempo e l'approfondimento delle tecniche è emersa è che la risposta che seguiva alla parata contro mandritto era costantemente sub-ottimale.
Infatti, a parte le occasioni in cui gli autori indicavano di tirare "il colpo che vorrai" o simili, la risposta era invariabilmente di mandritto, mentre dalla posizione ipotizzata sarebbe stato più efficiente e veloce tirare un roverso, che invece non veniva mai preso in considerazione, in nessun caso.
L'unica eccezione è il passo riportato dall'Anonimo Bolognese, MS 345, 53r, dove però la situazione si attaglia molto di più all'uso di una guardia di testa "alla Dalle Agocchie" che al contrario:
"... et quivi tu gli tirarai una imbrocata sopramano alla volta della mano dalla spada, che discenda in porta larga di ferro tutto schoperto, acciò che’l ie para aperta la via di poterti ferire, et tu starai acorto, che come egli ti tirarà colpo alcuno tu subito passsarai del piede manco inanzi schremendoti dal vegnente colpo con il dritto filo della tua spada in guisa di guardia di testa, et così in questo tal schermirti tu vegnirai a dargli a modo di uno mezzo roverso nel colpo suo, et sucesivamente passarai del piede destro inanzi, tirandogli una imbrocata sopramano nella faccia overo nel braccio dalla spada..." Ora, che gli autori per qualche motivo a noi ignoto prediligessero la più lenta risposta di mandritto si poteva anche ipotizzare, ma che la risposta di roverso (altrove applicata, su parate simili ma non in guardia di testa) fosse del tutto ignorata era un fatto che esigeva un chiarimento.
Proprio lavorando su Manciolino è nata l'ipotesi che il nostro autore adottasse in realtà contro il mandritto la versione della guardia descritta da Dalle Agocchie.
Questo può spiegare perché la risposta sia invariabilmente di mandritto, o alto o basso, in quanto da tale posizione è quasi la sola risposta possibile, e comunque di gran lunga la più naturale, tirata con un caricamento a molinello.
Il confronto ha poi evidenziato come lo stesso ragionamento potesse valere per gli altri autori.
Per es. l'Anonimo Bolognese nel MS 345 in 43r fa uso chiaramente della versione "Dalle Agocchie" della guadia, che non corrisponde però alla descrizione "marozziana" che ne fa:
"... uno mezzo mandritto che cali in cinghiara porta stretta di ferro et quivi se ‘l nimico tirarà overo che egli non tirarà, tu passarai gran passo del piede destro inanzi facendo una mezza volta di mano spingendogli una punta nella faccia in questo andare a spingerie la predetta punta il ti farà bisogno che la spada vada a modo di guardia di testa, acciò che tu posi schifarti, et ferire in uno tempo medesimo et questa tal punta va spinta per dal suo lato destro..."
Un'azione simile si trova anche in 78r.
In 129v:
"...et seguentemente scorrendo col tuo piede destro innanzi, gli potrai volgere uno roverso ridoppiato di sotto in suso, che sen vada per infino in guardia di testa..."
Ancora l'Anonimo Bolognese chiarisce come la risposta di mandritto sia in effetti caricata a molinello, in MS 345 79v:
"...Et quivi se ‘l nimico ti rispondese di colpo alcuno per ferirti le parti di sopra, tu ti schrimirai, andando, con la spada in guardia di testa dal vegnente colpo, et di presente passarai alquanto col piede destro inanzi, dandogli seguentemente di uno mandritto per la faccia o, per la gamba antiposta o, per la mano dalla spada il quale mandritto va tirato con grandissima furia del nodo della mano, et va agiarsi in guisa di guardia sopra braccio.,"
Va fatto infine notare come, contro un colpo alla testa, le eventuali posizioni di parata reciproche a quelle presumibilmente usate dagli autori, cioè a destra con la punta in basso e a sinistra con la punta in alto, risultano scomode (la prima, che fornisce una parata debole e scopre il braccio dx) o riparano poco (la seconda, soprattutto nel caso in cui, come spesso avviene, un mandritto cali all'ultimo momento più n basso di quanto ci si aspettava).
Se le cose, come crediamo stanno davvero così il fatto che quasi tutti abbiano preferito descrivere la versione contro il roverso, in realtà meno utilizzata come parata, si può spiegare col fatto che è questa versione che viene usata, sebbene raramente, come posizione stabile di partenza (vedi Libro I di Manciolino e ugualmente Libro I di Marozzo, ma anche più avanti in vari andare a gioco e abbellimenti, dove si fa chiaramente riferimento a questa versione della guardia).
Fra l'altro va fatto notare che pr Dalle Agocchie il descrivere una versione della guardia utilizzata dagli autori precedenti, ma trascurandone descrizione, rientra pienamente nell'intenzione programmatica chiaramente espressa da tale autore all'inizio del suo trattato: quella di riempire le lacune lasciate dai suoi predecessori.
Dato che la funzione della guardia è sempre la stessa (il che è confermato dall’uso che tutti gli autori ne fanno nelle tecniche di combattimento) possiamo fare anche un'ipotesi per la parata su fendente.
Vediamo che contro fendente la risposta è comunque di mandritto, e quindi per poter ben parare la posizione della spada dovrebbe essere intermedia tra le due descritte, probabilmente non dissimile da una Quinta di sciabola, con la spada alta e orizzontale, o comunque meno inclinata. Si veda l'immagine qui sotto riprodotta, da Hutton, Cold Steel (vedi Bibliografia). Si completa così l'immagine di una guardia che – utilizzata nello stesso modo da tutti gli autori - copre la testa da tutti i colpi di taglio che la possono minacciare, parando con uno spostamento progressivo e semicircolare dalla posizione contro lo sgualembro roverso (descritta da Marozzo et al.) per passare alla posizione centrale contro il fendente ed andare poi fino alla versione contro il mandritto descritta da Dalle Agocchie.

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