Ghisliero Federico
Federico Fabio Ghisliero fu un militare italiano vissuto a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, autore di un libro di scherma.
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La Famiglia Ghisliero
La famiglia Ghislieri detta anche Ghisilieri o Ghisleri, trae l'orgine da un certo Ghisliero di Costantinopoli, il quale seguì San Petronio fino a Bologna, e da esso discendono i Ghislieri che furono una delle più antiche famiglie nobili di quella città, che furono però cacciati da Bologna, dopo aver perso tutti i loro beni, in seguito alle guerre civili tra Guelfi e Ghibellini, in quanto appartenenti al partito Guelfo che difendeva gli interessi della Chiesa. Alcuni Ghislieri si rifugiarono a Bosco Marengo in Piemonte, un comune ora in provincia di Alessandria.
Federico apparteneva per l'appunto al ramo dei Ghislieri di Bosco Marengo.
Il padre di Federico si chiamava Francesco ed era militare di professione. Nel 1566, Francesco Ghisliero fu nominato governatore della città di Ascoli, anno proprio in cui Pio V veniva nominato pontefice. Francesco perse la vita durante guerre_di_religione_francesi contro gli Ugonotti in Francia, partecipando sotto le bandiere pontificie alla battaglia di Jarnac nel 1569.
La famiglia Ghisliero è probabilmente in parentela con Antonio Michele Ghislieri, divenuto Papa con il nome di Pio V e anch'egli appartenente al ramo dei Ghislieri di Bosco.
Biografia
Federico Fabio Ghisliero nacque a Bosco Marengo nel 1560.
All'età di 20 anni intreprese, come il padre, la carriera militare. Fu nominato ufficiale del tercio ai comandi di Prospero Colonna in Portogallo. Partecipò alla guerra nelle Fiandre con nomina di capitano senza compagnia agli ordini di Alessandro Farnese. Nel 1584 partecipò all'assedio di Bonn durante la guerra di Colonia nella cavalleria di Ernesto di Baviera.
Tornato in Italia, frequentò la corte del principe ereditario Ranuccio Farnese destinato a diventare il quarto duca di Parma e Piacenza nel 1586, per poi prestere i propri servizi da militare alla corte pontificia.
Alla morte del papa Sisto V nel 1590, intraprese azioni per cercare di debellare i banditi che infestavano lo Stato Pontificio. Arruolò un esercito di 2000 fanti e ne condusse il comando di una compagnia.
Nel 1591, sempre al servizio della Santa Sede, si occupa di allestire l'esercito mandato in aiuto della Lega Cattolica in Francia, ove comanda personalmente una compagnia di fanteria.
Grazie alle assodate capacità di gestione di situazioni complesse, partecipa alle spedizioni papali al sostegno degli Asburgo durante la Guerra dei Tredici Anni d'Ungheria (1593 – 1604) contro l'Impero Ottomano.
DA COMPLETARE
Nel 1605 viene nominato maestro di campo generale delle fanterie dell'Ordine di Santo Stefano da parte del granduca di Toscana Ferdinando I.
Carlo Emanuele I di Savoia ammirò talmente l'operato di Francesco Ghisliero da nominarlo marchese di Ronsecco nel 1620.
Ebbe un'unica discendente, la figlia naturale Barbara, da lui riconosciuta dopo la nomina a marchese.
Morì probabilmente nel 1622 a Torino.
Opera trattatistica
Federico Ghisliero scrisse un trattato di scherma intitolato Regole di molti cavagliereschi essercitii che fu stampato a Parma presso Erasmo Viotto, nel 1587.
Il trattato è dedicato a Ranuccio I Farnese e contiene insegnamenti incentrati incentrati sulla spada accompagnata dal pugnale. Nel trattato il Ghisliero si dichiara allievo di Silvio Piccolomini, da cui dichiara di avere appreso l'uso della scherma (cit. "rallegrarmi meco stesso d'esser stato fattura dell'Illustriss. Sig. Silvio Piccolomini" nella dedica).
Il trattato ha una caratteristica bizzarra, pur essendo a stampa per la parte testuale, presenta figure aggiunte a mano, per cui diverse copie del trattato hanno figure differenti. Inoltre in molte copie le figure risultano totalmente mancanti. Non è chiaro se questa particolarità sia legata a una scelta stilistica o al fattore economico legato alla produzione dei calchi per le immagini.
Federigo Ghisliero compose anche altri trattati in materia militare. Purtroppo molti dei suoi manoscritti furono distrutti dall'incendio della Biblioteca nazionale di Torino del 1904. Delle sue opere superstiti si conoscono:
- Discorso in materia di fortificazioni, 1617 - Biblioteca nazionale di Torino, codice N.II.4
- Discorsi militari, 1618 - Archivio di Stato di Torino, Biblioteca antica, codice Z.II.27
- Trattato in resposta al ser.mo duca di Savoia se la città di Turino debba fortificarsi..., 1619 - Archivio di Stato di Torino, Biblioteca antica, codice J.a.VII.23
- Trattato che nelle oppugnationi, il defensore non può controbattere le batteria dell'espugnatore, 1619 - Archivio di Stato di Torino, Biblioteca antica, codice Z.II.32
Citazioni Bibliografiche
Jacopo Gelli
Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.
Biografia
Opera trattatistica
Regole di molti cavagliereschi esercitii, di Federico Ghisliero da Alessandria.
Parma, 1587.