Fiore dei Liberi

Da Scrimipedia.

Fiore dei Liberi, conosciuto anche come Fiore de' Liberi da Premariacco fu un maestro d'armi, autore, del celebre trattato conosciuto come Flos Duellatorum: il più antico trattato di scherma italiana pervenutoci.

Indice

Biografia

Fiore dei liberi visse probabilmente fra il 1350 e il 1420. Egli nacque a Premariacco, in prossimità di Cividale del Friuli, al tempo facente parte dei territori del Sacro Romano Impero.

Le prime notizie su di lui risalgono al 1383, ove è riferito come combattente tra le file delle milizie comunali udinesi contro le truppe del pontefice. Fino al 1384 è in occupato in qualità di esaminatore e conservatore delle balestre e degli altri ordigni atti a saettare, esistenti nella camera dei Comuni.

Sappiamo poi che presto i suoi servigi alla corte estense di Ferrara, ove, nell'anno 1409, ormai in età avanzata, si accinse al non facile lavoro di trasferire su fogli di carta tutto quello che aveva imparato sull'arte del combattimento nel corso di una vita intera.

Il resto di quello che sappiamo lo si legge dalle pagine del trattato da lui composto. Nell'introduzione al manoscritto egli afferma infatti di avere alle spalle, alla data di pubblicazione, 40 anni di studio dell'arte della spada. Uno studio - afferma anche - iniziato in giovane età. Due notizie, queste, che consentono di collocarne la data di nascita intorno al 1350. La data di morte è anch'essa frutto di una stima grossolana, non esistendo su di lui notizie certe posteriori alla pubblicazione del manuale.

Opera trattatistica

Di Fiore dei Liberi ci è pervenuto il manoscritto Flos Duellatorum o Fior di Battaglia, datato 1409 e compilato su richiesta del marchese Niccolò III d'Este. Si tratta del primo trattato italiano conosciuto di Scherma e più in generale sul combattimento (oggi diremmo forse sulla Difesa Personale).

Le conoscenze marziali riportate dal nostro Autore nel trattato spaziano dalla lotta, in cui ci mostra tecniche anche molto dure e pericolose (e infatti consiglia prudenza a chi le praticasse per addestramento e non durante uno scontro reale), alla difesa contro un avversario armato di daga, all'uso di una gran varietà di armi, come la daga stessa, la spada a una mano, la lancia, la spada a due mani, l'azza (una sorta di grande martello da guerra dalla lunga impugnatura, che si maneggiava a due mani), e ci mostra anche come difenderci contro un avversario armato in modo diverso da noi (difesa con due randelli contro un nemico armato di lancia, difesa con una daga contro uno spadaccino).
Forse meno interessante e di più difficile applicazione appare oggi la parte del trattato dedicato al combattimento equestre, che viene trattato anch'esso con riferimento a diverse armi: la lancia e la spada, ma si trova anche una parte dedicata alla lotta a cavallo senza armi.
In complesso dunque l'insegnamento di Maestro Fiore non ha nulla da invidiare al programma di insegnamento di un moderno istruttore di arti marziali.

Lo stesso Fiore descrive alla segunete maniera il contenuto del trattato:
"Mostreremo le parate e le contrarie, la difesa, l'attacco e via di seguito ... Vi saranno mostrate guardie con tutte le armi, giochi di attacco, difese, ferite, prese per immobilizzare, rotture e slogature di braccia e gambe, torsioni e contusioni nelle parti vitali del corpo, come questa arte insegna."
E come potrebbe essere da meno un uomo che, come lui stesso dice, ha studiato questa arte per cinquant'anni?

Altrettanto se non più degno di essere recuperato rispetto all'insegnamento tecnico è poi l'insegnamento morale che appare, frammisto a questi giochi rudi e violenti, sempre con grande umiltà e con poco rumore, rivolto solo a chi lo vuole e lo sa ascoltare.
Prendiamo per esempio questo richiamo alla coscienza degli istruttori, a volte poco propensi a considerare che uno sbaglio dell'allievo potrebbe in realtà essere dovuto ad un insegnamento poco chiaro e preciso: "...Non esisterà mai un buon scolaro se non vi è un buon maestro".
Ancora ricordiamo la raccomandazione di fare in allenamento le prese di lotta "d'amore e non da ira", anche se poi, quando è in gioco la vita, "sono prese e giochi che non si possono giocare di cortesia". Consideriamo poi le quattro virtù necessarie per il gioco dello spadone, delle quali due sono fisiche (forza e velocità), ma due sono invece virtù dell'animo: prudenza e audacia, giustamente viste dal nostro Autore non come opposte ma come complementari.
Infine non va dimenticata la raccomandazione che il vecchio Maestro fa al lettore nel prologo del trattato, in cui afferma la necessità di tenere queste conoscenze segrete alla massa del popolo, e riservarle invece solamente ai nobili e ai cavalieri.
Il senso di una simile distinzione rapportato al mondo di oggi appare chiaro se non pensiamo alla nobiltà di sangue ma a quella interiore (all'epoca si riteneva infatti che le due coincidessero).

Nel trattato vengono mostrate le diverse azioni tramite disegni semplici e precisi, commentati da pochi versi poetici. I versi possono essere considerati verosimilmente anche come un metodo di memorizzazione delle tecniche: in un'epoca prevalentemente analfabeta si poteva conservare meglio la conoscenza collegando parole a movimento, e movimento a parole. Ci conferma in questa opinione anche il fatto che nel trattato di Filippo Vadi, posteriore ma sempre del XV secolo, si ritrovano quasi le stesse frasi a commento delle stesse tecniche.

Il trattato di Fiore dei Liberi, il cui originale probabilmente è andato perso nei secoli, ci è stato tramandato tramite più copie anch'esse manoscritte. La lingua, lo stile e i disegni dei vari codici presentano differenze, anche se sono comunque riconducibili ad una stessa matrice quattrocentesca. Tutti i codici sono stati datati come appartenenti al XV secolo, quindi non è possibile stabilire quali di questi sia precedente agli altri.

Manoscritto della collezione Pisani Dossi

Intitolato Flos Duellatorum.

Il manoscritto della collezione Pisani Dossi contiene la redazione Flos in versione poetica. Purtroppo il codice è scomparso negli anni Dieci del XX secolo, in seguito all'edizione del 1902 di Novati che però, fortunatamente, riproduce le carte del codice in facsimile. Non essendo possibile risalire ad altra fonte per la descrizione fisica del manoscritto, bisogna attenersi alle pochissime informazioni che ne dà il Novati stesso. Egli afferma, senza mostrare dubbio alcuno, che il codice fu eseguito a Ferrara e sia da datare proprio al 1410. Si può solo aggiungere che la scrittura, una bastarda italiana, appartiene a mano diversa da quella degli altri due testimoni e che anche le illustrazioni presentano qualche differenza stilistica. Il manuale reca, all'inizio, un prologo in latino, cui fa seguito un prologo in volgare. Entrambi sono in doppia versione sia in prosa che in versi. Le glosse che commentano illustrazioni sottostanti, sono distici (o coppie di distici) generalmente rimati. Per quanto riguarda la storia del codice, esso appartenne al cinquecentesco capitano Schier de’ Prevosti da Valbregaglia; nel 1663 passò poi, per ragioni di eredità, nella biblioteca della famiglia Sacchi da Bucinigo e, da una data che Novati non precisa, si trovò nella collezione poi appartenuta ad Alberto Pisani Dossi (1849-1910).

Nota: vi sono voci sul ritrovamento di tale manoscritto in una collezione privata, ma non ci è ancora dato sapere di quale colelzione si tratti.

Struttura del trattato (Codice Pisani Dossi)

  • Prologo, guardie di lotta, tecniche di lotta, tecniche di bastonello, tecnica di daga, i colpi, tecniche di spada a una mano, tecniche di lancia, spada contro lancia, disarmato contro lancia, segno dei colpi, guardie di spada a due mani, tecnica di spada a due mani, guardie di spada in arme, ecniche di spada in arme, guardie di azza, tecniche di azza, combattimento a cavallo, lancia contro cavallo, spada contro daga, trucchi di armi in asta, epilogo.

Manoscritto della collezione Getty

Intitolato Fior di Battaglia.

Il manoscritto della collezione Ludwig del Getty Museum, a Los Angeles, (ms. Ludwig XV.13, Ferrara o Venezia inizio sec. XV, 280x205, specchio di scrittura 205x164, 47cc.) risulta scritto in bastarda italiana in due colonne ed è privo di rigatura; il frontespizio è illustrato e sono presenti anche due capolettera ornamentali; contiene circa 300 illustrazioni a penna con dettagli in oro. Il codice appartenne alla collezione di Marcello di Santa Marina (XVII sec., Venezia); passò poi, nel 1699 ca., nella collezione veneziana di Apostolo Zeno (1668-1750); dal 1825 appartenne a Luigi Celotti (1789-1846); nel 1886 fu acquistato dall'inglese Thomas Phillipps (1792-1872) dopodiché passò nella collezione dei coniugi tedeschi Peter e Irene Ludwig (Aachen, Germania), rilevata nel 1983 dal Getty Museum.

Struttura del trattato (Codice Getty)

  • prologo, guardie di lotta, tecniche di lotta, tecniche di bastone, guardie di daga, tecniche di daga, spada contro daga, tecniche di spada a una mano, i colpi, guardie di spada a due mani, tecniche di spada a due mani, spada contro lancia, daga e lancia contro lancia, segno dei colpi, guardie di spada in arme, tecniche di spada in arme, guardie di azza, tecniche di azza, tecniche di daga, tecniche di lancia, combattimento a cavallo, epilogo.

Manoscritto della collezione Morgan

Intitolato Fiore di Battaglia.

Il manoscritto della collezione Morgan, New York, The Pierpont Morgan Library, M.383, membranaceo, Venezia, inizio sec. XV, 277x195, I + 19 cc., è cartulato con numeri arabi da 1 a 19 apposti sul margine superiore destro del recto di ogni carta; tuttavia il ms. occupava in origine le cc. 241-260 di una raccolta di trattatelli e opuscoli, cosicché la numerazione corrente deve essere stata apposta in un secondo momento. Il testo risulta scritto in bastarda italiana ed è corredato da illustrazioni a penna. La c. 1r presenta un' ornamentazione consistente in una cornice rettangolare attorno al testo recante ai lati disegni di armi; il capolettera è una F maiuscola calligrafica di motivo vegetale. Il ms. reca, a partire dalla c. 2v, illustrazioni su ogni pagina, per un totale di 124 figure. Ogni pagina ospita da un minimo di una ad un massimo di quattro illustrazioni. Come anticipato, le illustrazioni sono realizzate a penna, con tratti in oro (corone e bende) e/o in argento (spade e lance). Fatta eccezione per il prologo (cc. 1r-2r) il testo si presenta come una serie di glosse alle illustrazioni.

Struttura del trattato (Codice Morgan)

  • prologo, combattimento a cavallo, lancia contro cavallo, tecniche di lancia, guardie di spada in arme, tencniche di spada in arme, guardie di spada a due mani, tecniche di spada a due mani, spada contro daga, tecniche di spada a una mano, spada contro lancia, daga contro lancia, spada contro daga, tecniche di spada a una mano.

Manoscritto della Biblioteca Nazionale Francese

Intitolato Florius de arte luctandi.

Una quarta versione del trattato è stata recentemente individuata presso la Bibliothèque nationale de France. Il MSS Latin 11269, con il titolo Florius de arte luctandi, consiste di 44 fogli con disegni corredati da versi in glossa come la versione Pisani Dossi, ma le immagini risultano molto più colorate e con abiti di metà '400, ricordando perciò le illustrazioni del trattato De Arte Gladiatoria Dimicandi di Filippo Vadi. da cui è stata ipotizzata come trascrizione successiva alle 3 sopra menzionate. Il manoscritto fu probabilmente acquisito dalla biblioteca reale francese che a sua volta dovrebbe averlo ricevuto dalla collezione di Louis Phélypeaux.

link ove visionare le pagine del Florius de arte luctandi

Struttura del trattato (Codice BNF)

  • Segno dei colpi, combattimento a cavallo, lancia contro cavallo, tecniche di lancia, lancia contro daga, due bastoni contro daga, tecniche di azza, spada a una mano, guardie di spada a due mani, tecniche di spada a due mani, tecniche di spada in arme, guardie di spada in arme, tecniche di spada in arme, guardie di spada in arme, spada contro daga, tecniche di spada a due mani, tecniche di daga, guardie di lotta, tecniche di lotta, tecniche di daga, epilogo.

Manoscritto della Biblioteca Estense

Vi sono ipotesi che il testo originale possa corrisponder al manoscritto n. 84 dell'inventario estense, andato perduto nel XVII secolo.

La Biblioteca Estense di Ferrara cita il codice LXXXIV (Ms. 84) come presente nei cataloghi del 1436 e del 1508, ma non in quelli successivi. Esso sarebbe consistito in 58 fogli riegati in pelle, con un'aquila bianca e 2 elmetti sulla prima pagina. Altri manoscritti risultano mancanti fra gli archivi della biblioteca ma presenti nel XVI secolo, in particolare il codice CX (Ms. 110), costituito di 15 fogli in pergamena in piccolo formato scritto su 2 colunne senza rilegatura, viene ritenuto da alcuni una possibile altra copia del Flos Duellatorum, ma visto il numero limitato di fogli, il Ms. 84 sembra più corrispondente all'ipotizzato originale.

Lo studio del trattato

Osservando oggigiorno il Flos Duellatorum, ci troviamo di fronte ad un tesoro di conoscenze marziali della nostra tradizione, quasi nascosto in un carosello di frasi a volte enigmatiche e di figure la cui sequenza logica non sempre è immediata, nonostante gli sforzi di Maestro Fiore. D'altra parte chi ha mai provato a spiegare come compiere un movimento complesso usando solamente parole (e mi rivolgo qui agli istruttori di qualunque disciplina sportiva) sa che non è semplice spiegarsi. In questo caso la difficoltà di comprendere l'esecuzione dei movimenti e in generale la logica interna al trattato è ulteriormente accresciuta dai molti secoli che ci separano dal nostro Autore.
Fortunatamente sono disponibili altre fonti (per esempio altri trattati di epoche poco posteriori) che possono venire in nostro aiuto nel raggiungere un'esatta interpretazione, chiarendo alcuni aspetti e permettendo un confronto. Ma è soprattutto con lo studio assiduo e la continua rilettura e reinterpretazione del testo alla luce dei principi schermistici e dei risultati della sperimentazione pratica in Sala d'Arme che si può sviluppare un lavoro di recupero anche del metodo di combattimento di Fiore dei Liberi e tentare di far rivivere l'arte dell'antico Maestro friulano.

Contributi moderni

  • Flos Duellatorum - Manuale di Arte del Combattimento del XV secolo di Fiore dei Liberi, a Cura di Marco Rubboli e Luca Cesari, Editore Il Cerchio collana Gli Archi, Codice ISBN 88-8474-023-1
  • Errata del Flos Duellatorum di Rubboli e Cesari
  • Flos Duellatorum di Fiore de' Liberi, a cura di Giovanni Rapisardi, Editore "Seneca Edizioni" collana Gladiatoria, Codice ISBN 88-8940-416-7
  • Flos Duellatorum 1409-2002 - La pietra miliare della Scuola Marziale Italiana, a cura di Graziano Galvani, Girlanda Roberto e Lorenzi Enrico, Editore Zero3, collana I Libri del Circolo, Codice ISBN
  • Il Fior di battaglia di Fiore dei Liberi da Cividale - Il Codice Ludwig XV 13 del Paul Getty Museum, a cura di Massimo Malipiero, Editore Ribis (Miramar s.r.l.), in associazione con il J. Paul Getty Museum, Los Angeles, Codice ISBN 887445035-4

Collegamenti esterni

Strumenti personali