Fendente

Da Scrimipedia.

Il Fendente è un colpo di taglio portato verticalmente dall’alto al basso, con la mano in terza.


I vari autori lo considerano o come una suddivisione dei mandritti e dei roversi (distinguendo quindi tra un fendente mandritto e un fendente roverso), oppure come un colpo a parte distinto sia dai mandritti che dai roversi, soluzione adottata nelle definizioni (ma nel corpo del trattato vengono usati anche fendenti mandritti e roversi) anche dal nostro autore. Nei due autori italiani più antichi, precedenti alla Scuola Bolognese, questo termine comprendeva sia il fendente sia lo sgualembro, ovvero ogni colpo con traiettoria discendente. Si divide in fendente dritto (caricato sulla spalla dx, che cala sulla testa o sulla spalla sx del nemico), e fendente rovescio (caricato sulla spalla sx, che cala sulla testa o sulla spalla dx del nemico).


Indice

Antecedenti: Fiore de Liberi

Fiore dei Liberi (vedasi anche la raffigurazione dei tagli) GETTY 23R-1 "Noy semo fendenti e in l'arte façemo questione de fender gli denti e 'rivar alo zinochio cum rasone. E ogni guardia che si fa terrena, d'una guardia in l'altra andamo senza pena. E rompemo le guardie cum inzegno, e cum colpi fazemo de sangue segno. Noi fendenti dello ferir non avemo tardo, e tornamo in guardia di vargo in vargo."

PD 12B-1 "Noy semo fendenti e façemo questione
De fender gli denti cum drita raxone :
Noy del ferir non auemo tardo
E tornamo in guardia de uargo in uargo."


Antecedenti: Filippo Vadi

Vadi, al Cap. VI (Li septi colpi de la spada): "Semo fendenti et famo costione
de fendere e tagliare spesso con pena
testa e denti con deritta ragione
Ed ogni guardia che se fa terrena
rompemo spesso con lo nostro ingiegno
passando l’una e l’altra senza pena
Colpi facem de sanguinoso segno
se noi ne mescolamo con la rota
tutta l’arte farem nostro sustegno
Fendente, de ferir noi damo dota,
tornamo in guardia ancor di varcho in varcho
tardi non semo de ferir, qui nota."

Ancora, in 15v: "Noii semo fendenti e facemo quostione.
De fendere i denti con dirita ragione."

Tuttavia in Vadi, che in generale segue l’impostazione di Fiore, sembra già essere presente anche l’idea di fendente come colpo esclusivamente verticale, come questo passaggio lascia presumere, indicando di fare un colpo che sia a metà strada fra il roverso e il fendente, il che ha senso solo se si intende il fendente come un colpo verticale (cap. X): "...voltando presto el riverso fendente
e tira el dritto e fa’ te sia a mente.
Acciò che intende la mia intenzione
con chiara ragione,
spero mostrarti interamente el verso.
Non vo’ che in tutto sia puro riverso
né sia fendente, ma tra l’altro e l’uno
sia tra quel comuno,
martelando la testa in ogni lato."


Anonimo Bolognese

Invece l’Anonimo e Manciolino non adottano la divisione fra fendente mandritto e roverso, ma ne considerano uno solo portato esattamente sulla verticale:

Anonimo (ms. 345, 8v): "et a formare il fendente altro non è, che levando la spada con quella percoter, il nemico drittamente per il capo".


Tuttavia l’Anonimo, nelle tecniche, spesso contraddice la sua definizione distinguendo fra il fendente mandritto e quello roverso, per es. nel ms. 345, spada sola, troviamo (79r): "...tu subito gli potristi volgerie uno mandritto fendente per faccia o, per la mano dalla spada ..." Lo stesso vale per il fendente roverso (85r). "...tu ti schrimirai andando con la spada in guardia di intrare et seguentemente gli ferirai la testa con uno roverso fendente, che dis(c)enda in coda lunga stretta ..."


Antonio Manciolino

Anche in Manciolino si ritrova la stessa situazione, con la definizione come segue, Libro I, 10r: " Et se levando la spada tra il mezzo del divisamento degli duo predetti colpi (il dritto e il rovescio) cioé dritto per la testa in giù se dirà Fendente."


Tuttavia ritroviamo nel corpo del trattato dei mandritti o riversi "in guisa di fendente" che ci rimandano al tradizionale fendente mandrittto o fendente roverso, ad es. nel terzo assalto del Libro II: " Poi tirandogli d'uno riverso in maniera di fendente che cali in coda lunga stretta..." Ancora al libro III: "Il settimo aguato pur con il detto piede innanzi, è, che tu puoi valicare a grande passo con il piede manco verso le sue destre parti tirandoli di uno riverso di sotto in su, & dopoi subito passando con il tuo piede destro verso le sue sinistre parti, tu gli darai di uno mandritto a guisa di fendente..." In spada e cappa (Libro V): "...tu varcherai, verso le sue deboli parti con il forte piede rispondendogli di uno riverso a guisa di fendente a traverso il suo braccio della spada...". In spada e rotella: " Poscia passerai con il tuo piede manco uerso le sue destre parti tirandogli uno riuerso in guisa di fendente Poscia passerai con il tuo piede manco uerso le sue destre parti tirandogli uno riuerso in guisa di fendente..." Più avanti nella stessa disciplina: "Et medesimamente ritirando il manco gli darai di uno mandritto in guisa di fendente, che cali in porta di ferro stretta."


Achille Marozzo

Per Marozzo si veda la voce colpi. E’ interessante notare però che per Marozzo, solo nella spada a due mani, il fendente rovescio sembra essere non esattamente verticale ma un poco obliquo, come se il maestro bolognese tendesse ad adottare a volte una diversa e più antica terminologia trattando dell’arma prediletta dagli autori precedenti (si vedano in proposito gran parte delle azioni conclusive del primo assalto nel libro III).


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie (8v): "Il mandritto si dimanda così, perche dalle parti dritte comincia: et si chiama fendente, perché fende da capo a piedi per dritta linea."


Scuola Bolognese: Angelo Viggiani

Viggiani, 56r: "...ponendo però il mandritto fendente sotto il mandritto, & il fendente rovescio sotto il rovescio, sendo forza ch’ogni colpo nasca dal dritto o dallo stanco lato."


Scuola Bolognese: Francesco di Sandro Altoni

Anche Altoni si dibatte nello stesso dilemma se il fendente sia un colpo esattamente verticale oppure si debbano considerare un fendente mandritto e un fendente roverso: "Il fendente non comincia nè dal lato destro, nè sinistro, et non attraversa da nessuna parte il corpo dello avversario, nè escie fuori di lui, o cominciando, o finendo ma dal principio alzato il pugno al capo, et addrizzata tutta la spada al dritto della testa del nimico scende<ndo> in giù dividendolo per mezzo sino in terra. {in mezzo tra' piedi di d[et]to avversario}. Questo benché habbia qualche similitudine con il mandritto, et sia stato giudicato da qualcuno {come} un misto del mandritto, e {del} rovescio, non di meno si dimostra come specie, di colpo separata dalle predette parte, perché si chiama piutosto terzo modo di colpo <essendo> {che} misto di dua con i quali <lui> {egli} non conviene nel principio nè nel fine, nè nel movimento della persona, nè nella similitudine, della guardia..." Altoni, Libro I Cap. VIII.


Tuttavia Altoni contempla anche l’esistenza di una variante del mandritto che chiama mandritto fendente, e rispettivamente rovescio fendente per il rovescio: "...la seconda è che cominciando il colpo dal luogo che è in mezzo tra il fendente et il mandritto et scendendo <a proportione per il corpo del nimico et rispondendo alla natura et al dirimpetto delle parti che gli ha passate scendendo sino a terra> {ferisce tra ’l collo e spalla sinistra atraversando per mezzo il petto del nimico esce di lui a mezza la coscia destra} fa un colpo, che si chiama fendente mandritto, la terza differentia, {è} quando movendosi la spada <dal lato <sinistro> {destro} nostro tra il traverso et il fendente viene alla natura scendendo propotionalmente et a dirimpetto delle parti per lle quali il passo se ne viene a terra> {tra il rovescio et il fendente colpisce tra collo e spalla destra dell’avversario e traversando per mezzo il petto passa a mezza la coscia sinistra} il quale è chiamato fendente rovescio;" Libro I Cap. VIII.


Contributi moderni

Contributi alla Pagina

Alessandro Battistini (7.3%), Jari Lanzoni (92.7%)

Strumenti personali