Fallacciare

Da Scrimipedia.

Si tratta dell'equivalente del moderno termine cavazione. Azione strettamente correlata alla volta di pugno, trattandosi spesso di un peculiare uso di quest’ultima, è la cavazione, della quale tanto uso fa la scherma dei periodi più recenti (ma che come si vede non era affatto ignota ai maestri del passato più remoto).


Indice

Antecedenti: Fiore de Liberi

Fiore dei Liberi sembra usare la cavazione in Posta Longa
(GETTY 24R-1):
"Posta longa si è questa piena di falsità. Ella va tastando le guardie se lo compagno pò ingannare. Se ella pò ferir de punta la lo sa ben far e gli colpi la schiva e po' fieri s’ela lo pò fare più che le altre guardie le falsità sa usare. –posta longa instabile-"
Le parole del maestro friulano sono poche, ma abbastanza chiare per chi conosce la scherma, e d’altro canto la posizione della spada in questa guardia è di per sé molto eloquente.


Anonimo Bolognese

Si veda qui dall’Anonimo (ms. 346, 51r) questa sequenza di ben tre cavazioni una dopo l’altra, la prima eseguita dall’avversario, le altre due da chi esegue la tecnica:
"Trovandoti tu a falso con falso col piede destro innanzi con il tuo nemico, et egli passasse col suo manco innanzi, facendo poi una mezza volta di mano per spingerti poi una punta al petto, tu potrai essere accorto et nel tempo che egli passasse per ferirti con la punta, fallacciare la spada tua per sotto la sua, ribattendogliela verso il suo destro lato con il dritto filo de la spada tua, et successivamente potrai passare col tuo destro piede alquanto innanzi, spingendogli una punta al petto, et se egli se ne volesse in alcuna guisa schermire, tu potrai subito fare una mezza volta di mano rispingendogli una altra punta al petto..."

Ancora troviamo cavazioni multiple in Ms. 345, 142r: "Se per caso ti troverai con il tuo nemico a falso con falso con il piede destro inanzi, et che, egli passasse passasse col suo piede manco innanzi a, fare una mezza volta di mano, per spingerti una punta al petto, tu potrai stare accorto nel tempo, che egli passasse col piede manco facendo la mezza volta di mano, fallacciare la spada tua per sotto la sua spingendogli una punta al petto da le sue parti manche et se egli se ne volesse schermire, tu con aveduta destrezza, potrai falaciare la spada tua per sotto a la sua, et passando col piede manco in quel tempo da la sua banda destra, gli meterai una punta nel petto, facendo in quello istante una mezza volta di mano, et sì che la spada si venga a trovare in coda lunga stretta.,"


Antonio Manciolino

Manciolino, libro I, Cap. ottavo, degli contrari in risposta alle predette offese in guardia di faccia:
"Serai aveduto, che mentre il nemico spignerà alcuna punta, tu passarai con il piede manco verso le sue parti destre, & in questo passare farai mezza volta con il pugno della spada, in tal guisa che ‘l nemico restera di fuori, & allhora successivamente gli ferirai la faccia."


Achille Marozzo

Marozzo ci dà un bell’esempio di cavazione, molto chiaro, al Cap. 22:
"Sappi quando tu serai a porta di ferro alta, & el tuo nimico fusse in questo medesimo, & che tu volesse essere paciente cioè vedere quello che volesse fare el ditto inimico, io voglio che tu staghi atento che quando tu toccassi falso con falso tu gli guardarai bene alla mano della spada sua per amore della ditta presa o altra botta che lui volesse fare, e tu alhora vedendolo passare del ditto pie’ mancho per de fora con la sua ponta spingiendo per desconciarti a bella man perché tu sollievi in fora il ditto tuo bracio dritto:et qui l’ è da considerare che lui te vole fare la ditta presa, o altra botta, sì che vedendo tu tale passare, tu butterai il pie’ dritto uno gran passo de drieto dil mancho & se farà una meza volta de pugno in modo che tu serai a filo dritto con filo dritto, e serai in coda longa, e alta: a questo modo el non te farà dispiacere alcuno, e serai bono come lui."


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie, 24r:
"Ma se per caso egli sfalazzasse, cioè cavasse la sua spada per sotto la vostra, per mettervi di fuori, et ferirvi..."


Scuola Bolognese: Camillo Agrippa

Agrippa in 7v:
"...dico replicando quanto ho detto molte volte, che s’ingannanod’assai, designando con loro mandritti, batterli la punta de la spada: perché senza movere punto il braccio dal suo loco, abbassando alquanto la dettta punt, co’ schifar la spada contraria, et volgendo la mano in giro, verso la parte destra del nemico, et brevemente, co’l spingere d’essa mano, et col passar innanzi, di pie’ dritto, tutto in un tratto potrebbe investir l’aversario, altro tanto volendogliela battere di riverso, et di tutti li modi soprannominati..."


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