Carranza (de) Jeronimo

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Don Jerónimo de Carranza è un Maestro d'Arme del XVI secolo considerato il Padre della scherma spagnola.

La sua esposizione di un complesso sistema schermistico, denominato Destreza, rivoluzionò talmente la scherma spagnola da diventare il punto di riferimento del sistema di combattimento iberico per circa 250 anni.

Indice

Biografia

Jeronimo Sanchez de Carranza fu un nobile e militare spagnolo, nato a Siviglia, vissuto sul finire del '500 e morto nell'anno 1600.

Fu governatore di Sanlucar de Barrameda (in Andalusia), per conto del duca di Medina-Sidonia.

Don Jeronimo coprì anche la carica di governatore dell'Honduras dal 1589 al 1594. Al suo ritorno in Spagna si dedicò interamente ai suoi studi fino alla sua morte.

Egli godeva di ampia fama in tutta Europa per la sua abilità con una lama e il suo talento come studioso. I versetti nella dedica della propria opera, ci forniscono prove sulla sua capacità anche come un poeta.

Don Jeronimo fu Cavaliere dell'ordine dell'Abito di Cristo (Ordem do Hábito de Cristo) ed è annoverato fra i membri della Corte Reale di Spagna.

Opera trattatistica

Il capolavoro di Don Jerónimo de Carranza è De la filosofía de las armas, de su destreza y de la agresion y defension Christiana, che si traduce approssimativamente in Della filosofia delle armi, della sua arte e della cristiana difesa e offesa.

Il trattato venne scritto nel 1569 a Sanlucar de Barrameda ed è dedicato a don Alonso de Guzmán El Bueno (1549 - 1615), settimo duca di Medina Sidonia. Venne poi pubblicato nel 1582.

Il trattato si compone di quattro dialoghi: il primo tratta delle basi fondamentali della scherma, il secondo dell'ipocrisia dei bravi, il terzo sui naturali effetti dell'arte (destreza), il quarto sull'onore, come lo si guadagna e lo si perde, coì come le dottrine sulla difesa e sulla offesa.

Nella sua opera, Carranza fornisce principi di tecnica, tattica e metodologia. Egli rinnova totalmente l'arte della scherma allora conosciuta, chiamata in seguito Destreza Vulgar o Destreza Comun. La struttura e la teoria del suo sistema schermistico, da allora denominato Verdadera Destreza o semplicemente Destreza, si inserisce radicalmente nella scherma spagnola di corte, tanto da rimanere praticamente immutato per tanti anni.

In realtà l'opera di Carranza è più di un libro di scherma, ma è, come dice anche il titolo, una esposizione di filosofia. Secondo Carranza, la scienza è nelle cose, la conoscenza precede l'amore, la comprensione umana è uno specchio delle cose reali, ma la verità e l'errore non si trovano nell'oggetto, ma nel soggetto. La verità è la naturale proprietà di essere dotati della comprensione, la verità si riferisce all'universo, non al particolare, e risiede principalmente in Dio.

L'allievo di Carranza più famoso, nonché suo successore e Maestro di scherma al re di Spagna, fu Luis Pacheco de Narváez, che condensò ed ampliò il sistema filosofico e teorico della scherma introdotto da Carranza.

Citazioni

Jacopo Gelli

De la filosofía de las armas, de su destreza y de la agresion y defension Christiana.
Luciferi Fano (vulgo San Luca), 1569.

Rarissimo e ricercato molto.

Los cincos libros sobre la ley de la lujuria, de palabra o de obra, en que se incluyen las, verdaderas resoluciones de la honra y los medios con que se satisfacen las afrentas, esercitos por el Comendador Ieronimo Sanchez de Carranza, natural de esta ciudad de Sevilla, Caballero del habito de Cristo.
Manoscritto di 800 pagine, formato in-4, di poco valore tecnico.

Libro de Jeronimo de Caranza, que trata de la filosofa de las armas y de su destreza, y de la agresion y defension Chiristiana.
Lisboa, San Lucar de Barrameda, 1582.

In fine:

Acabose este libro da speculation de la destreza año 1569; imprimiose en la ciudad de San Lucar de Barrameda en casa del mismo autor, por mandato del Exemo Señor D. Alonso Pérez de Gusman, el Bueno, Duque de Medina Sidonia etc

In questo volume si ammira il ritratto di Jeronimo de Caranza, il quale deve essere lo stesso maestro, che nel 1582 pubblicó a Lisbona mi trattato di scherma col nome di Caranca.
(Veggasi su ció la Bibliografía portoghese).

Con l'opera di Carranza comincia quella serie interminabile di pesanti e indigesti trattati spagnuoli sulla ragione dimostrativa, che domina, giusta il metodo di Aristotele, principe del conocimiento de la cosa por sa causa (1). Questo principio si compendia nel convincimento invalso che la conoscenza perfetta della teoría debba condurre immancabilmente alia vittoria, malgrado gli svantaggi fisici più grandi.
L'assolutezza con la quale questa teoria venne applicata tanto alla lunga rapière come a qualsiasi altr'arma, lo prova luminosamente il trattato di Carranza, il quale si faceva chiamare (scusate, se é poco!) l'inventore della scherma.
E' vero che Queredo, un secolo piú tardi, si vendicó atrocemente, mettendo con molto spirito in caricatura, nella sua descrizione del diestro scientifico, la schermistica spagnuola, irta di circoli, di archi, di corde, di angoli e di tangenti; é anche vero, però, che si deve a questa perniciosa scienza se la scherma spagnuola cadde tanto in basso da non rialzarsi più.

l. Egerton Castle. L'escrime et les escrimeurs.

Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.

Marcelli Francesco Antonio

Nel 1582. Scrisse Geronimo Sances Spagnuolo, e nell'1600. stampò D. Luis Narvaez in più volte, nel 1635., e 1643.

(poi)
Geronimo Carranza, stampò il suo Compendio de la Filosofia de la destrezza de las armas in Madrid nel 1612. Nel qual Tempo scrisse ancora Antonio Marchini Romano.

Testo di riferimento: Regole della scherma insegnate da Lelio e Titta Marcelli, scritte da Francesco Antonio Marcelli, figlio e Nipote e Maestro di scherma a Roma. Pubblicato nella stamperia di Dom. Ant. Ercole, Roma 1686.

Miguel de Cervantes

Don Jerónimo de Carranza viene citato anche dal famoso scrittore Miguel de Cervantes(1547 – 1616) nel Canto de Caliope della sua opera giovanile La Galatea (1585):

Si queréis ver en una igual balanza
al rubio Febo y colorado Marte,
procurad de mirar al gran Carranza,
de quien el uno y otro no se parte.
E n él veréis amigas pluma y lanza,
Con tanta discreción, destreza y arte,
Que la Destreza en partes dividida
La tiene a ciencia y arte reducida

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