Mezzo Tempo

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Il mezzo tempo è il tempo corrispondente a un rapido movimento del solo braccio, e quindi a mezzo colpo e corrisponde, appunto, mediamente a circa la metà di un tempo intero necessario per fare un colpo (vedi tempo). Un colpo fatto in tal modo prende anche il nome di colpo in mezzo tempo.

Si ferisce invece in controtempo quando si ferisce l’avversario mentre egli sta sferrando un colpo, e prima che riesca a sferrarlo.

Tuttavia, dal momento che l’azione in controtempo avviene facendo uso di mezzo colpo e la sua durata è circa metà di quella necessaria per effettuare un passo, e che il mezzo colpo senza muover piede viene di solito usato a questo scopo, i due concetti – distinti per chiarezza teorica - vengono a unificarsi e a coincidere sia nella pratica che nelle definizioni della maggior parte degli autori sia medievali sia delle scuole successive.

Indice

Citazioni

Scuole Medievali

Filippo Vadi

Vadi discute ampiamente del mezzo tempo, vale la pena riportare per esteso il cap. XIV:
"Cap. XIIII
Ragion di mezzo tempo de spada
Io non te posso, scrivendo, mustrare
del mezo tempo la ragione, e ‘l modo,
perché roman nel nodo
la brevità del tempo e del suo trare.
El mezzo tempo è solo uno svoltare
de nodo: presto, e subito al ferrire.
E raro po' falire
quando e’l fatto con bona mesura;
e si tu noterai la mia scriptura,
mal separa chi non n’ha la praticha:
spesso la volaricha
rompe con bon filo l’altrui cervello.
De tucta l’arte questo si è el giuiello,
perché in un tracto el ferrissi e para.
O quanto è coxa cara
a praticarlo con buona ragione,
e facte portar de l’arte el gonfalone."

In 15v, dove tratta dei colpi, manifesta nuovamente l’impossibilità di rappresentare con un’illustrazione il mezzo tempo:
Questi son colpi de spada due mane.
Non gli è el mezo tempo: nel nodo rimane.

Infine, il cap. XVI si conclude con:
rompendo spesso il tempo del compagno
ordirai tela d’altro che di ragno."

Scuola Bolognese

Anonimo Bolognese

Per l’Anonimo il mezzo tempo non esiste: il tempo è comunque intero sia che si tiri un colpo intero accompagnato da un passo sia che si tiri un mezzo colpo senza muover piede, e infatti, pur ammettendo che fosse comune ai suoi tempi mettere in relazione il mezzo tempo (e quindi anche il controtempo) con il mezzo colpo, rifiuta questo concetto.
Pertanto, parla solo di azioni eseguite in "controtempo", ed elimina ogni relazione fra il "controtempo" e il mezzo tempo (per lui inesistente) e quindi anche fra il "controtempo" e il mezzo colpo.

Ms. 345, 11r:
Ma perché in l’arte della spada non si trova mezzi tempi perché tutti son tempi ma perché il mezzo colpo si usa et si fa in la predetta arte della spada, così il si ciama mezzo tempo per causa del mezzo colpo, et così il mezzo colpo vene a formare il vocabulo del ditto mezzo tempo, ma in tutte le guise e maniere, che si posano usare tutti son tempi, a benché ‘l si trova tempi che ànno bisogno d’essere operati con più prestezza et , che con più tardità celerità di tempo segondo il bisogno che acaderà a tal botta o, colpo, che dire v(u)oi, ma perché a delle volte asai uno g(i)ucator darà una botta al nimico suo con gran brevità di tempo et fermarà la spada alla presentia in una guardia stretta, alcuno dirà quelo essere stato uno mezzo tempo, per causa del mezzo colpo, ma niente di manco il serà uno tempo.

L’è uno tempo nella spada che si c(h)iama contra tempo il quale tempo è uno colpo che artificiosamente si fa come in molte guise e modi potrà acadere che mentre il nimico se avisarà con il suo colpo volerti ferire, tu contra al suo lo schand traromperai facendo andare vano, e falito, il suo, et tu con il tuo vadi intrare a lui nella persona sua, e questa è una delle belle guise di ferrire il nimico che si posano fare in l’arte ciuè che mentre il nemico vol cogl(i)ere il tempo de tirarti uno colpo, tu contra il suo lo trarompi, che chredendo egli di ferirti tu et ello romagna ferito. Si Questo tal andamento si c(h)iama contra tempo, ciuè trarompere il tempo e ‘l colpo del del nemico."

Tuttavia in un passo l’Anonimo contraddice questa impostazione, accettando il termine di uso comune "mezzo tempo" (ms. 345):
Questa ingegnosa arte della spada consiste tutta quanta in una mezza volta di mano overo intiera; ma questa mezza volta di mano overo intiera (h)a gran bisogno di essere acompagnata da una mezza botta overo intiera e, questa mezza botta overo intiera, (h)a gran bisogno d’essere acompagnata da una mezza volta di persona, e questa mezza volta di persona (h)a gran bisogno; d’essere acompagnata da uno mezzo passo overo intiero e questo mezzo passo overo intiero (h)a gran bisogno d’essere acompagnato da uno mezzo tempo, overo intiero; e questo mezzo tempo overo intiero (h)a gran bisogno; di agiltà, e di destrezza, et questa agiltà, e destrezza (h)a bisogno d’animosittà, et questa animosittà (h)a gran bisogno d’essere acompagnata da iudicio, et questo iudicio non se puote avere se non per la via della (e)sperienzza, ch’è madre di tutte le cose, et per li amaestramenti che nui avemo narato nel primo capitolo de l’operra., daremo.,

Antonio Manciolino

Manciolino (inizio del Libro I) implicitamente lo considera come più in dettaglio lo descrive Viggiani, collegato al mezzo colpo:
Se uno si trova presso al nemico, non deve mai tirar colpo finito, Perché la spada non si deve luntanar dalla presenza per sicurezza di cui la tiene & questo tirare colpo imperfetto è detto mezzo tempo.

Achille Marozzo

Marozzo, che lo usa in molte tecniche, non lo definisce mai, ma lo nomina nella spada a due mani, secondo assalto, ottava parte:
perché el nimico habbi casone de atrovarti con qualche parte, e tu presto aritornando in guarda de testa, ma se'l tuo inimico ti tirasse areparate con lo megio tempo

Giovanni Dalle Agocchie

Dalle Agocchie, 29r, descrive rispettivamente la parata e risposta (chiamata "due tempi" anche se in realtà non richiede certo due tempi), il tempo insieme e il controtempo, o attacco in mezzo tempo:
Lep.: - ...vorrei che mi diceste ancora di quanti tempi con la spada si può ferire?
Gio.: - Di due tempi, un tempo, et mezzo tempo. I due tempi sono quelli, quando la spada para, e poi ferisce. Un tempo è quello, quando si ferisce senza parare il colpo, overo quando si para, et ferisce in un instante. Il mezzo et ultimo è quello, quando si ferisce, mente che ‘l nemico tira il colpo.

Inoltre sempre in 29r:
...Il terzo (tempo da ferire è), quando egli alzasse la spada per offendervi: mentre ch’egli alza la mano, quell’è il tempo di ferire.

Angelo Viggiani

Viggiani (libro III, 64r) invece definisce il mezzo tempo come il tempo del mezzo colpo, ed è chiaro che l’azione ad esso corrispondente è quella che, seguendo l’Anonimo, abbiamo sopra definito controtempo:
...& un mezo tempo sarà poi.. .un mezo rovescio, un mezo mandritto. Et ogni poco di movimento della persona chiamasi mezo tempo ... quando l’aversario cerca di fare un colpo; egli deve con destrezza & prestezza entrare, & ferire in mezo al colpo dell’aversario, co’l suo mezo colpo: onde possiam dire, che’l più delle volte il ferire sia in mezo tempo con mezo colpo.

A 36v:
...come sapreste rubare il tempo, o usare quei contratempi per ferire il nimico vostro?


Scuola Fiorentina

Francesco Altoni

Altoni rende esplicito un concetto che anche negli altri autori è possibile ritrovare, ovvero che è possibile considerare il "tempo" sia in relazione all’agente, senza porlo in relazione all’avversario, ossia in senso assoluto, oppure in senso relativo (vedere la definizione dell'Altoni di tempo).
Vediamo qui come Altoni definisce il mezzo tempo.

Cap. XII del Libro I:
Per se stesso, <è> il tempo non è altro che spatio di moto1, con la spada accompagnata dalla persona tutta nelle parte sua alla debita proportione. Ma potendo esser i colpi perfetti et imperfetti così sarà anco il tempo perfetto et l'imperfetto, quello si chiama tempo semplicemente, et questo è detto tempo mezzo, i quali si intenderanno meglio discrivendo, e' particulari: se dunque la mano tira un mandritto disteso, sì che quando è ammezzo dove sta la virtù sua lontanandosi nel principio et nel fine del centro che gli {si} ha proposto per perscuotere venga alla sua perfetione, et sendo mosso debitamente finisca anco debitamente, questo è propriamente tempo nel <al> proposito <nostro>; ma se non habbia se non il cominciamento {suo} et arrivi quasi al mezzo si chiama mezzo tempo et così si intende di tutti gli altri colpi...

Invece il controtempo viene spiegato nella maniera seguente:
...et però sendo il vero oggetto, il punto preso nel tirare il colpo quello che ritirando l'arme dal punto; lo fa imperfettamente, si dice che ha meno un mezzo tempo quel che lo ritira tutto allo opposito, ha meno un tempo intero, verbigratia come mezzo tempo era avvicinarsi al punto, o toccarllo senza passare più oltre, così chi ritirando la spada, si parte dal punto, et non va se non al mezzo dello opposito, o circa ha meno un mezzo tempo ma chi non ha l'opposito del tutto o circa l'opposito, ha meno un tempo intero; ponghiamo per bene explicarci il punto, lo stomaco del nimico et facciamo partire un mandritto che non passi detto stomaco; questo si chiama colpo a mezzo tempo. Facciamo {poi} ritornare la spada onde la si mosse, questo sarà haver men mezzo tempo, ma se il mandritto va tutto intero questo è colpo intero et così se la spada tornando indietro va doppo a chi la maneggia {quasi} a dirimpetto del punto preso dello stomaco, questo è haver meno un tempo intero ... ma persuponendosi {dinanzi a noi} i modi, et i colpi dello avversario1 quando egli ha(v)rà meno un mezzo tempo si dirà di haver tirato il colpo {nostro} a mezzo tempo. Quando egli ha(v)rà meno un <mezzo> tempo si dirà di haver tirato a tempo, ma quando egli non ha(v)rà perso, né tempo né mezzo tempo et che il colpo suo verrà al punto preso, da lui o nel capo {nostro} o nello stomaco o nella mano, o in qualunque altra parte, allora andando {noi} a ferirlo diremo di havere ferito, contro a tempo, et però havendo lui tirato la sua spada del mandritto a lo oposito del punto preso; da lui, venendo il mandritto mio, a ferirllo, verrà a punto a tempo, ma se egli l'havessi ritirata a mezzo ed io l'andassi a ferire, lo farei a mezzo tempo, ma riscontrandosi amendua, <in> {i} mandrittj insieme, o con poco intervallo, io l'andrei a ferire contro a tempo, questo ferir contro a tempo debbe esser riparando et, ferendo insieme o schifando et ferendo in un medesimo tratto, et è atto che dà grandissimo spavento allo avversario, il quale havendo nel suo moto l'intention di ferire vedendo che il nimico suo quasi senza cura di questo suo proposito viene a fargnene altrettanto, è necessario che si commuova et conosca di haver {a far} con persona che non lo tema, et per questo si suol dire che il contro a tempo è proprio colpo da animosj;"

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