Rosaroll e Grisetti
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La biografia
Giuseppe Maria Rosaroll-Scorza
Giuseppe Maria Rosaroll-Scorza (Napoli, 1775 – Nauplia, 1825) è stato un generale, patriota e saggista italiano, generale dell'esercito delle Due Sicilie, caduto in combattimento mentre lottava per la libertà della Grecia, padre del patriota Cesare Rosaroll.
Nato da famiglia di origine svizzera, iniziò la carriera militare come cadetto nell'esercito napoletano nel 1793. Nel 1799 aderì alla Repubblica Napoletana e fu nominato capitano. Catturato dai sanfedisti a Castel Nuovo e condannato a morte, riuscì a fuggire riparando in Francia.
Rientrò in Italia con Napoleone Bonaparte nelle fila della Legione italiana; combatté a Marengo, entrando poi nell'esercito della Repubblica Cisalpina. A Milano scrisse un famoso trattato sull'arte della scherma. Tornato a Napoli col generale Masséna nel 1806. Per la sua coraggiosa condotta nella campagna di Sicilia del 1811 con Gioacchino Murat, nel 1812 conseguì il grado di maresciallo di campo e fu creato barone. Partecipaò poi con Gioacchino Murat alla Campagna di Russia.
Dopo la Restaurazione (1815) ebbe da Ferdinando di Borbone il comando di una brigata e poi della I divisione di Messina. In questo periodo scrisse numerosi trattai di tecnica militare. Come comandante della piazza di Messina nel marzo 1821, secondo il giudizio del Colletta "vago di libertà e per natura immaginoso ed estremo", tentò di organizzare le forze militari delle Due Sicilia di stanza in Sicilia e in Calabria per un'estrema resistenza alle truppe austriache entrate nel Regno delle Due Sicilie per reprimere la rivolta costituzionale del 1820. Costretto a fuggire, e condannato a morte in contumacia (sentenza del 27 febbraio 1823), si rifugiò in Spagna dove combatté nelle fila dei costituzionali (1822-23). Quando, nella primavera del 1823 la rivoluzione spagnola fu soffocata nel 1823 dall'esercito francese, Giuseppe Rosaroll si recò dapprima in Inghilterra e poi in Grecia per aiutare i Greci nella lotta per l'indipendenza. Morì in combattimento come soldato semplice, prima di aver ottenere un comando nell'esercito rivoluzionario greco.
Anche suo figlio Cesare morirà combattendo per la libertà, a Venezia nel 1849.
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L'opera trattatistica
- Giuseppe Rosaroll Scorza, La scienza della scherma esposta dai due amici il barone Rosaroll Scorza commendatore dell'ordine reale delle Due Sicilie, maresciallo di campo ecc. e Pietro Grisetti capo di battaglione del I.mo reggimento dell'artiglieria. Napoli : nella Stamperia Reale, 1814
- Giuseppe Rosaroll Scorza, Scherma della bajonetta astata. Del barone Rosaroll Scorza, commendatore dell'ordine reale delle Due Sicilie, maresciallo di campo ecc.. Napoli : dalla stamperie de' fratelli Fernandes, strada ponte di Tappia, n. 18, 1818
- Giuseppe Rosaroll Scorza, Scherma della bajonetta astata, del barone Rosaroll Scorza. Napoli : stamperia fratelli Fernandes, 1818
Il Gelli riporta
- La Scienza della scherma esposta dai due amici Rosaroll Scorza, Capit. dei Zappatori Ital. Agg. allo Stato Magg. del Genio, e Grisetti Pietro Capitano di Artiglieria Italiana.
.... Romane, momento
Haec tibi orunt artos....
Milano, 1808, an. II — Nella Stamperia del Giornale Italico.
10 tavole in litografia. Dedica e prefazione.
La stessa opera fu ristampata a:
Nocera Inferiore, 1872.
Citazioni Bibliografiche
Jacopo Gelli
Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.
L'opera trattatistica
Rosaroll Scorza e Pietro Grisetti sono i rigeneratori della vera scuola napoletana, tutt'ora praticata e con qualche successo, nell'Italia Meridionale. Nella loro opera gli autori si estendono nella dimostrazione delle teorie della spada; e, benché sia ardua cosa il tener loro dietro in questo paziente lavoro di analisi, di formule e di calcoli, è pur necessario riconoscere la valentia e la bontà dei principi esposti e difesi dagli autori.
Ambedue erano allievi di Tommaso Bosco, professore in Napoli. Il trattato dei due amici, Rosaroll e Grisetti, è l'ultimo trattato importante che apparve in Italia fino a quelli di Enrichetti, di Radaelli e di Masiello, con precetti e regole buonissime. Ma, benché questo trattato ispiri grande riverenza per gli autori, pure, non ci deve fare astenere dal rilevare i difetti che in esso si riscontrano. Questi principalissimi notansi nella guardia da loro adottata, nel tirare il colpo e nella velocità. Circa poi il suggerimento di legare la spada, troppe e diverse cose dobbiamo osservare. Grisetti e Rosaroll sono i primi che suggeriscono la legatura dell'arma, la qual legatura, se assicura il non completo disarmo, è svantaggiosa quando lo schermitore trovasi sotto misura, perchè costa quasi impossibile adoperare l'arma; e ciò è tanto vero, che gli stessi autori non avendo confidenza assoluta in questa loro nuova innovazione, suggeriscono parecchio e svariatissimo maniero di legatura, raccomandando sempre di lasciar libero il pomo. Suggeriscono; anzi raccomandano il colpo di pomo, usatissimo dal loro maestro, che lo giustificava col modo di fare la Balestrata. Vi sono poi le prese e le controprese, vero pugilato, le quali hanno nulla di comune con la scherma.
La lettera che il Ministro della guerra Trivulzi diresse il 30 luglio 1803 (an. II), ai capitani Rosaroll e Grisetti, con la quale si acquistavano cento copie del nuovo trattato, sono una prova del valore dell' opera e della reputazione grandissima che gli autori godevano in fatto di scherma.
