Malevolti Angelo

Da Scrimipedia.

Indice

La biografia

L'opera trattatistica

Citazioni bibliografiche

Jacopo Gelli

La biografia

Angelo Malevolti, nato a Livorno nel 1716, fu reputato in Francia, ove salì in grande rinomanza, il più forte tiratore della sua epoca e il migliore teorico, come lo dimostra lo splendido suo trattato, stampato nel 1763 in Londra, con bellissime e coscienziose incisioni su rame, che fu scelto a far parte della Enciclopedia francese.
L'Angelo a Parigi frequentava la sala di Teillagorry (zio); ciò che a taluni fece supporre, che il Maestro italiano si fosse recato in Francia per apprendervi la scherma; mentre invece vi si recò quando era di già molto destro nel maneggio della spada.
Nella sala Teillagorry incontravasi spesso con Maurizio di Sassonia, il celebre maresciallo, allievo dello stesso Teillagorry, e pare che il vincitore di Fontenay, riescisse bene e spesso inferiore al Maestro italiano con il quale amava misurarsi; sicchè un giorno, irritato, lo afferrò per la vita con un braccio e, robustissimo com'era, messoselo sotto l'ascella gli fece fare il giro della sala, battendolo con l'altra mano là, ove il fil delle reni cambia il nome.
Il cavaliere di Saint-Georges, che la Boessière qualifica l'uomo più straordinario che abbia avuto l'arte della scherma, anch'egli un giorno avrebbe fatto lo stesso tiro, aneddoto questo secondo che ci autorizza a mettere in dubbio anche la veracità del primo, non al Melevolti; ma ad un suo avversario e per altre ragioni.
L'Angelo Malevolti, chiamato alla Corte di Londra nel 1755, fu maestro dei principi (uno dei quali poi si chiamò Guglielmo IV) e fu in seguito ad un assalto brillantissimo contro Heys, tiratore irlandese di temperamento, che l'Angelo aprì una sala d'armi, la quale fino a pochi anni or sono portava ancora il suo nome.
La sala del Malevolti, posta nello stabile dell'Opera-House d'Haymarket e messa a sacco nell'incendio del 17 giugno 1789, era il ritrovo di tutte le celebrità schermistiche dell'epoca, che andavano a Londra; il Saint-Georges, il cavaliere d'Eon, i maestri Le Brun, Lèger, Fabien e tanti altri vi si recavano a studiare la nobile arte.
Nel 1802, col grado di Capitano e di Direttore della Scherma in Inghilterra, Angelo Malevolti morì.

L'opera trattatistica

L'Ecole des armes avec l'explication générale des principales attitudes et positions concernant l'Escrime - Dédiée à Leurs Altesses Royales les Princes Guillaume-Henry et Henry-Frédéric. Par M. Angelo. Londres, 1763, chez R. et I. Dosdley, Pall-Mall.

Edizione originale, con quarantasette tavole intercalate nel testo. Dedica.
(Veggansi le Bibliografie Francese e Inglese.)

L'Angelo Malevolti, italiano, pubblicò ques'opera per la famiglia reale d'Inghilterra. Parecchi esemplari destinati ai reali della Gran Brettagna furono tirati su carta speciale, grandissima, e vennero rilegato in marochino di colore verde oliva, con splendidi fregi agli angoli, sul dorso e sulla coperta del libro. Il titolo è in rosso rapportato.
Quanto alla scienza schermistica l'autore, benchè italiano, si è attenuto, in parte, ai principii della Scuola francese, che aveva (pare con amore) studiato lungamente a Parigi. Forse invece, siccome l'Angelo, c'era italiano, non aveva grande pratica dell'idioma francese, ed aveva chiamato a sè il cavaliere d'Eon (il quale difatti abitò lungamente presso l'Angelo a Londra), perchè lo aiutasse nella compilazione di questo trattato: può darsi, questa è l'opinione dei più, che i cavaliere d'Eon, si valesse del grande ascendente che esercitava sull'Angelo, per far prevalere nell'opera del Malevolti le teorie della Scuola francese su quelle dell'italiana, professate sempre e fino allora dall'Angelo.
L'opera contiene i nomi di 286 nobili sottoscrittori, che sostennero le spese di questa importantissima e splendida pubblicazione, nella quale le stampe sono considerate tenti piccoli capolavori per l'esecuzione e per l'eleganza. Molti gentiluomini inglesi, allievi dell'Angelo, tra cui Lord Pembroke, hanno servito da modelli per i disegni di quest'opera, eseguiti da pittori allora più in grido e tra cui notasi Gwyn, e Grignion Ryland, Chamber, Hall tra gli incisori.

Opera ricercata.

Trascorsi due anni dalla pubblicazione, lo stampatore Hooper di Londra fece una seconda edizione del trattato dell'Angelo, in francese e in inglese, in due colonne, e con le stesse incisioni. London, 1785, Hooper.

Un terza edizione in francese, dell'opera dell'Angelo vide la luce a Londra. London, 1767.

Nel 1787 comparve in Londra un'altra edizione del trattato dell'Angelo, in inglese e molto ridotta. London, 1787.
Le stampe di questa edizione dell'opera dell'Angelo furono riprodotte nell'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert, al titolo, "Escrime". A prima vista si possono giudicare assai inferiori a quelle delle altre edizioni.

Alberto Marchionni

D'Angelo nato in Livorno fu reputato in Francia per il più gran tiratore della sua epoca e per il migliore teorico come ben lo dimostra il suo Trattato di Scherma stampato nel 1763 in Londra con belle ed esatte incisioni in rame, il quale fu scelto a far parte della Enciclopedia francese (2).

Non ho trovato fin qui altri autori italiani che insegnino il modo di montare la spada, la scelta e la lunghezza della lama.

Riconosce due guardie, cioè di terza e di quarta. La posizione è quasi simile a quella del maestro Lafaugère relativamente alle braccia; ma D'Angelo fa appoggiare più il peso del corpo sulla gamba sinistra. Il colpo è tirato come quello del citato maestro con la piccola differenza, che il braccio sinistro è un poco più lontano dalla coscia. Egli è di parere che la guardia in quarta sia la più vantaggiosa e la più brillante.

Dice che in questo esercizio sonovi cinque posizioni differenti di pugno, offensive e difensive: prima, seconda, tersa, quarta, e quinta.

Nella scherma non riconosce che tre linee: il di dentro, il di fuori e il di sotto; ed è il primo autore che parli della ceduta di quinta sopra il colpo detto di fianconata; la qual ceduta è da lui chiamata Le Cavé. Egli nomina la parata di controcavazione tanto nella linea di terza che di quarta, cui invece di controcavazione ora dicesi semplicemente di contro. Insegna parimente il modo di tirare il piastrone, Le Mur, fino allora non insegnato; ed è di parere che la parte principale per tirare di scherma stia nelle parate.

Non solo egli fa eseguire con molta grazia il mezzo in quarto (demivolte) e l'inquarto, ma insegna anch'esso le prese di mano e i disarmi. Da insegnamenti del come regolarsi contro un mancino, e insegna i diversi modi di altre nazioni, perché uno armato di sola spada possa difondersi contro spada e pugnale, o contro spada e Cappa, o Spada e lanterna, i quali ultimi modi ora non sono più in uso presso nissuna nazione; da in un Corollario dei precetti come uno debba regolarsi in assalto, e finisce con delle osservazioni di Spada e Sciabla.

Testo di riferimento: Trattato di scherma: sopra un nuovo sistema di giuoco misto di scuola italiana e francese. Di Alberto Marchionni. Pubblicato da Dai Tipi Federigo Bencini, Firenze 1847.


(2) D'Angelo andò a Londra nel 1755 per essere stato ricercato dalla corte d'Inghilterra, ivi mori di anni 86. li 11 luglio 1802.

Strumenti personali