Grassi (di) Giacomo
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Citazioni bibliografiche
Jacopo Gelli
Ragione di adoprar sicuramente l'Arme sì da offesa, come da difesa; con un Trattato dell'inganno, et con un modo di esercitarsi da se stesso, per acquistare forsa, giudizio, et prestezza, di Giacomo Grassi. Con privilegio.
In Venetia, 1570, appresso Giordano Ziletti.
Opera assai rara che racchiude un ritratto in piedi del Grassi; incisioni in rame, stampate nel testo; Dedica; al Lettore; pagine 8 n. n. e 151 nume.
Dell' opera del Grassi non si conosce che una sola edizione italiana. Pure, non in tutti gli esemplari havvi lo stesso ritratto dell'autore; ciò che fa supporre che il libro del Grassi fu tirato in epoche differenti, oppure che due sono i ritratti.
Opera rarissima e assai ricercata.
Nel 1573 il provenzale Sainct-Didier lo traduceva in francese.
(Veggasi Bibl. francese, Sainct-Didier).
Fu tradotto pure in inglese da J. G., nel 1594.
(Veggasi Bibl. Inglese, Grassi Giacomo).
L'opera del Grassi, benchè alquanto oscura nel testo e con tavole malissimo disegnate, pure ha segnato un progresso nella scherma italiana.
Divide la spada in quattro gradazioni; preferisce i colpi di punta a quelli di taglio perchè feriscono in minor tempo, egli scrive; accenna ai tocchi di spada e descrive per il primo le linee negli avvertimenti generali circa le difese.
Quantunque il Grassi non possa esser collocato al di sopra del Marozzo e dell'Agrippa, è degno di rimanere accanto a loro.
Del valore del suo trattato ce ne da una prova il Sainct-Didier (Enrico), il maestro provenzale, che lo tradusse quasi per intiero in francese nel 1573, dedicandolo al Re Carlo IX. A questo proposito il Danot scrisse:
Il y avoit déjà beaucoup de gens destinés à l'instruction de la Noblesse sous Henri II, mais ce ne fut que sous Chartes IX que l'art de faire des armes acquit des règles; et Henri de S. Didier, gentilhomme Provencal, fut le premier qui dédia au Roi en 1573 un Traité avec des figures gravées sur bois...
Ma più sotto s'imbroglia, il signor Danèt, che sostiene essersi la scuola italiana perfezionata in Francia, e dice: Les mémes principes de S. Didier étoient enseignés en Italie en 1570. Dunque, come si può affermare che il Grassi copiò il S. Didier, se questi pubblicò il suo trattato tre anni dopo del Grassi? Ciò si rileva pure dalla Bibliographie del signor Vigeant. Fu adunque il S. Didier che tradusse il trattato del Grassi e si fece bello col sol di luglio, dedicandolo a Carlo IX.
Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.
Pantanelli e Orioli
Giacomo Di Grassi. Di origine modenese, fu autore di un trattato dal titolo: Ragion di adoprar sicuramente l'arme…, stampato a Venezia nel 1570 presso due diversi editori: Cavalli e Ziletti. L'edizione del Cavalli è conservata alla Biblioteca Marciana di Venezia, mentre l'edizione di Zilletti si trova alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
Testi di riferimento:
- v. Pantanelli,G. Scherma e maestri di scherma bolognesi, estratto dalla "Strenna storica bolognese", anno terzo, cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1930
- Orioli, E.: La scherma a Bologna, in "Resto del Carlino", 20-21 maggio 1901, n. 140
Alberto Marchionni
Giacomo Grassi di Modena stampò in Venezia nel 1570 "La ragione di adoprar sicuramente l'arme si da offesa come da difesa, con un trattato dell'inganno e con un modo di esercitarsi da se stesso per acquistare forza, giudizio e prontezza".
Quest'autore riconosce tre guardie, cioè Guardia alta, Guardia lunga, Guardia bassa.
Divide la spada in quattro gradi; la prima e seconda parte per parare; la terza e la quarta per l'offesa, cioè la terza per i tagli, e l'estremità della quarta per i colpi di punta. Preferisce i colpi di punta a quei di taglio, e con ragione dice, perché feriscono in minor tempo. Parla dei tocchi di spada. Dice che la parata deve essere fatta col filo, ossia taglio, e nel tirare il colpo fa portare il piede di dietro in avanti.
Al capitolo che dice Avvertimenti generali circa le difese, parla delle linee, cos esprimendosi: "in tutti questi modi gli si trova di sotto o di sopra, o di dentro o di fuori" (cioè la spada).
Insegna il giuoco di spada e cappa, pugnale, brocchiero targa e rotella; il giuoco con due spade, una per mano, lo spadone a due mani, il Partesanone, Ronca, Spiede, Allabarda, ed in fine la Picca.
Si rileva dalle tavole che vi sono (malissimo disegnate) che fa stare in guardia con i ginocchi stesi, ora col piede diritto avanti, ora col sinistro, ma sempre poco distante; il Braccio armato steso lungo la coscia diritta; nella guardia dello spadone a due mani, fa tenere le gambe un poco più aperte, e la gamba in avanti un poco piegata, come pure la guardia pel giuoco di Allabarda, Ronca e Picca ec.
L'autore ha parlato di molte cose, ma assai oscuramente, pero esso è il primo che nomina le quattro lìnee.
Testo di riferimento: Trattato di scherma: sopra un nuovo sistema di giuoco misto di scuola italiana e francese. Di Alberto Marchionni. Pubblicato da Dai Tipi Federigo Bencini, Firenze 1847.
Marcelli Francesco Antonio
Giacomo Grassi Maestri di Scherma in Modena, stampò un libro nel 1570, co'l titolo. Ragione di adoprare l'Armi così da offesa, come da difesa, in Venet. appresso Giordano Ziletti.
Testo di riferimento: Regole della scherma insegnate da Lelio e Titta Marcelli, scritte da Francesco Antonio Marcelli, figlio e Nipote e Maestro di scherma a Roma. Pubblicato nella stamperia di Dom. Ant. Ercole, Roma 1686.
