Enrichetti Cesare

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Indice

Citazioni Bibliografiche

Jacopo Gelli

Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.

La biografia

Cesare Enrichetti è mantovano. Nato il 2 maggio 1824, da nobile famiglia, a nove anni prese, nel Collegio Negri, lezioni di fioretto dallo Charmanteu, che seppe infondere in lui un amore grandissimo per le armi, talché, ancora giovanetto, recossi a Bologna per apprendere dallo Zangheri (Luigi) la nobile arte.

Nel 1845 fu nominato maestro di scherma, in seguito ad esame e a deliberazione presa da un gruppo di maestri, tra cui l'Elmer-Engler e Deley, svizzeri, ed il Marchionni.
Recatosi a Firenze con quest'ultimo, nella sala di esso Marchionni si misurò con Graziano Sinigaglia, allora celebre tiratore, con il marchese Lenzoni e con il Rubini.
La sala dell'Enrichetti, aperta nel 1848 in Via de'Leoni, n 2, era frequentata, in quei momenti di risorgimento di tutto ciò che era italiano, dalla più distinta gioventù di Firenze.
Girolamo Bonaparte, il Principe D. Tommaso Corsini, gli Strozzi, i Larderel erano tra i più assidui discepoli dell'Enrichetti, che ci diede tiratori valentissimi della forza del generale Michelozzi-Giacomini (Eugenio).

I duelli

Incontratosi con Licurgo Cavalli, napoletano, e con Raffin, li battè entrambi; ma ciò che confermò la valentia dell'Enrichetti e più ancora la superiorità della scuola italiana, fu l'accademia di Firenze, nella quale Cesare Enrichetti si misurò con Achille Parise, campione della scuola napoletana.
Vi furono scommesse da ambo le parti. I napoletani tenevano per Parise, per l'Enrichetti i fiorentini, lusingandosi i primi che il Parise avrebbe dato un colpo mortale alla scuola italiana, sostenuta dall'Enrichetti. In questa gara di supremazia schermistica la sagacia e l'arte furono messe a dura prova; le azioni studiate si succedevano le une alle altre, sempre belle, esatte, veloci.
L'entusiasmo del pubblico, però, non ebbe freno, quando l'Enrichetti colpi con un inquarto, in pieno petto il Parise, il quale rispose con uno sbasso in tempo, che andò a vuoto.
In questo memorabile assalto l'Enrichetti restò superiore di QUALCHE colpo.

Nominato nel 1860 maestro-capo alla Scuola Militare di Modena, vi restò fino al 1868, per passare a Parma a dirigere la scuola normale dei sottuficiali.

Nel 1874, fusa la Scuola di Parma con quella di Milano, l'Enrichetti restò alla Scuola di tiro in Parma, in qualità d'istruttore degli ufficiali.

Dal 1869 al 1874 la scuola dell'Enrichetti dette all'esercito 149 maestri, tra cui primeggiano Masiello, Pagliuca, Cerchioni, Pipia, Vernetti, Baracco, Melotti, Emanuele, Musdaci, Capetta ed altri. Trasferito all'Accademia Militare in Torino nel 1883, fu nominato Maestro di scherma di RR. Principi, figliuoli di S. A. R. il Duca d'Aosta.

L'opera trattatistica

Trattato elementare teorico-pratico di scherma, opera originale di Cesare Enrichetti, Maestro Capo e Direttore di Scherma alla Scuola Centrale di Parma. Parma, 1871, dalla tipografia editrice di Pietro Grazioli, St, S. Lucia, n. 15.

L'opera contiene sei tavole in litografia. Dai principii esposti in questo trattato, fusi poscia con quelli del Radaelli, sorse quella nuova scuola di scherma italiana, resa celebre dal Masiello, dall'Arista, dal Pecoraro, dal Rossi e da tanti altri eccellenti schermitori, i quali, riportando dovunque vittorie e premi, provarono l'eccellenza del metodo, la bontà dei principii, contrariamente allo previsioni e al desiderio delle sfere ufficiali dell'esercito italiano.
I principii dell'Enrichetti sono quelli stessi dello Zangheri, di cui fu allievo, il quale ci tramandò le teorie di quella scuola bolognese che, dal Moncio e dal Di Luca in poi, conta oltre quattro secoli di gloria.

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