Coda lunga stretta

Da Scrimipedia.

Tranne che nel'Anonimo Bolognese, negli altri autori della Scuola Bolognese è rimasta solo la versione di questa guardia eseguita con il piede dx avanti verso dx, che viene tenuto per traverso verso dx, il pugno dx è fuori dal ginocchio dx, tenuto in seconda posizione, la spada puntata alla spalla dx del nemico.
E' una guardia mediana, nè alta nè bassa, sia difensiva che offensiva.

Indice

Citazioni dai trattati

Scuola Bolognese: Anonimo Bolognese

Nell’Anonimo viene descritta come segue (ms. 345, 5v):
“La guardia detta coda lunga alta talmente si compone, che ‘l braccio della spada si distenda per traverso non più in alto di quello, che gli homeri alti si siano con la punta guardante il nemico, non altrimenti che ‘l brocchero: il cui braccio forte disteso fortemente sospinto tenere lo de(v)e. Ma il manco piede sotto ‘l ginocchio alquanto piegato si fermerà a gran passo drittamente verso ‘l nimico.,”
Vediamo quindi che la prima descrizione di questa guardia nell’Anonimo, al contrario che negli altri autori della Scuola Bolognese, è con il piede sx avanti.
In realtà il nostro autore presenta prima tutte le Code lunghe con il piede sx avanti, per poi introdurre le rispettive versioni con il piede dx avanti, considerate non varianti ma guardie distinte.
Vediamo quindi la descrizione della guardia con il piede dx avanti (6r):
“Parimenti vi è un’altra coda lunga stretta, nella quale ciascuno si troverà agiato; sol che gli piedi; sì come nella predetta componga (vedasi coda lunga alta con il piede dx avanti): et le braccia non altrimenti, che nell’altra coda lunga, stretta.,”
Può venire eseguita, quindi, sia con il piede dx che con il sx avanti, anche se il nostro autore considera i due casi non come due varianti della stessa guardia, ma come due guardie distinte.


Scuola Bolognese: Antonio Manciolino

Descrizione in Manciolino, 9r:
“La decima guardia si chiama coda lunga stretta con il piede destro innanzi a grande passo, in guisa nondimeno che’l ginocchio un poco si pieghi alquanto per traverso, et le braccia amendue star deveno, come di sopra è detto (in Coda lunga alta, vedi), eccetto che ‘l braccio della spada si riponghi alquanto più basso. Et le predette guardie all’opra nostra siano bastevoli.”
Quindi il piede dx è molto avanti, con il ginocchio dx un poco piegato di traverso, per il resto è simile a Coda lunga alta (il braccio dx ben disteso verso il nemico ma con la spada per traverso, con la punta che guarda il nemico), ma con il braccio della spada molto più basso.


Scuola Bolognese: Achille Marozzo

Descrizione in Marozzo cap. 138: gamba dx avanti con la spada e il brocchiero rivolti insieme alla dx del nemico, la mano dx fuori dal ginocchio dx e il polso dx rivolto verso terra.
“De Coda longa e stretta.
Adonque farai assettare el ditto scholare con la gamba dritta inanci, con la spada e ‘l brochiero largo, overo targa bene distesa per lo dritto dello nimico, e la sua spada acompagnata insieme stretta con la sopraditta sua targa, overo brochiero, & fa che la sua mano dritta sia di fuora dal suo genochio dritto con il ponso della mano dalla spada volto al ingioso verso terra, come altre volte io te ho detto, e questa si domanda Coda longa e stretta, e sta così per ferire come per parare,e così per parare come per ferire. E però adonque essendo el ditto scolare in la ditta coda longa stretta, tu li mostrarai quanti feriri li niesi e a volere essere lui agente, & dapoi volendo essere lui patiente tu li mostrerai quanti parati se possan fare da alto, e da basso variati l'uno da l'altro, e fa’ che quando tu li darai li sopraditti parati dalli ancora li suoi feriri de quella natura che li caderanno faciandolo tornare, ogni volta che lui harà ferito e parato pure in la sopraditta guardia di coda longa e stretta, e così farai per fino a tanto che lui saperà fare tutti li feriri con li suoi parati, e cosìli parati con li suoi feriri, & quando a te parerà che lui intenda bene che vole dire questi parati, e queste feriri con el nome della ditta guardia, tu il farai tirare de uno mandritto sgualembrato passando per traverso con la sua gamba manca alquanto dinanci dalla dritta, alhora tu li dirai che la sua spada si è calara Cinghiara porta di ferro stretta.”
Sempre in Marozzo, cap. 94, si specifica che in tale guardia il braccio dx deve stare "disteso forte innanzi per il dritto del tuo nimico".
Raffigurata in Marozzo1 a pg.38, in Marozzo2 a pg. 47, terza figura.

Si veda anche, per confronto, la stessa guardia usata con la spada a due mani:


Scuola Bolognese: Giovanni Dalle Agocchie

Vediamo ora come ci descrive la guardia il più chiaro dei nostri autori, Dalle Agocchie, parlando delle guardie basse (9r):
“Coda lunga sarà, quando si tiene la spada fuori dalle parti dritte: la quale si in due altre guardie si divide: una delle quali coda lunga stretta si chiamerà, et l’altra alta. Coda lunga stretta è quella, che si fa co’l piede dritto innanzi: et coda lunga alta co’l pie’ manco, sempre tenendo la spada di fuori dalle parti dritte co’l braccio ben disteso et vicino alle ginocchia per di fuori, et che la punta della spada guardi il nimico.”
Ancora, a pg. 10, troviamo:
“Ora io dissi di sopra, che la guardia di coda lunga ancor si divide in tre nature. La prima si fa co’l pie’ destro innanzi verso le vostre parti dritte, et che ‘l pugno della spada sia di fuori, et presso al ginocchio destro, et che ‘l pugno della spada sia di fuori, et presso il ginocchio destro, et che la punta et la persona guardi il nemico: et è detta coda lunga stretta, per esser ancor essa guardia stretta, et molto sicura.”
E’ dunque evidente la funzione di invito a sx della famiglia di guardie Coda lunga in generale, e di Coda lunga stretta in particolare.


Scuola Bolognese: Angelo Viggiani

Anche Viggiani è a pieno titolo un autore della Scuola Bolognese, usa gli stessi concetti tecnici e gli stessi principi schermistici, nella spiegazione dei quali, anzi, è fra i più chiari e sistematici, gli stessi nomi (all’incirca, come abbiamo visto ogni autore ha le sue particolarità al riguardo) e la stessa tipologia per colpi, passi, parate ecc.
Anche le guardie sono le medesime, ma vengono invece rifiutati i nomi tradizionali per proporne di nuovi, che nascono all’interno di una sistematizzazione del tutto nuova, che dovrebbe permettere di classificare ogni guardia - e stabilirne il nome - secondo tre parametri:

stretta/larga/alta (la divisione fra stretta e larga è secondo la divisione tradizionale della Scuola Bolognese, mentre le guardie alte usate da Viggiani sono due guardie alte vere e proprie, la Guardia Alta propriamente detta e una particolare forma di Becca Cesa),

offensiva/difensiva (in realtà questo viene stabilito, più che dall’effettivo utilizzo della guardia, dal fatto che la spada sia tenuta, rispettivamente, sul lato destro o su quello sinistro dello schermitore, probabilmente a causa della maggiore attitudine del rovescio a coprire il corpo e intercettare i colpi dell’avversario durante il suo tragitto),

perfetta/imperfetta (perfetta è quella guardia che presenta la punta all’avversario, e da cui quindi è agevole partire con un attacco di punta).

E’ molto facile, tuttavia, riconoscere le tradizionali guardie della Scuola Bolognese sotto i nuovi nomi, e notare come le innovazioni di questo autore in materia siano solo lessicali, a parte il fatto che delle vecchie guardie vengono usate solo quelle con il piede destro avanzato.
Di conseguenza, secondo questo schema, la Coda lunga stretta viene ad essere denominata “Settima guardia stretta, offensiva, perfetta”, che viene “partorita dal mezo rovescio”.
Ecco come vi si arriva:
“Volendo voi, Conte di alcuna guardia difensiva, o stretta, o larga (ovvero Porta di ferro stretta o larga) far nascere il medesimo rovescio con quei volgimenti tutti (pur co’l pie’ destro innanzi) della vita, delle mani, & de’ piedi, come sapete (vedasi Viggiani in Coda lunga larga); bisogna che la mano della spada nel discendere a basso; non trascorra più giù del ginocchio: ma che di fuori, & davanti di esso un palmo, si fermi, & che la punta della spada guardi al petto mio… & questo colpo sarà un mezo rovescio, non havendo fatto altro che mezo il camino dell’intiero rovescio…”


Scuola Bolognese: Giacomo Di Grassi

Per Di Grassi rimandiamo a Coda lunga alta.

Strumenti personali