Azza d'Arme
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L'azza è un'arma da guerra utilizzata a partire dalla fine del XIV secolo, normalmente utilizzata dai soldati di fanteria e particolarmente adatta al combattimento contro avversari in armatura, in quanto studiata appositamente con strumenti offensivi in grado di sfondare o quanto meno di danneggiare le placche metalliche o di incunearsi negli spazi fra queste.
L'Azza d'Arme è una sorta di grande martello da guerra dalla lunga impugnatura, che si maneggia a due mani. La pesante “testa” di metallo, posta nella parte superiore dell’arma, cala sugli avversari sfruttando sia la potenza data dal fatto di essere impiegata a due mani, sia il proprio peso.
Esistino diverse versioni di quest'arma, in genere però essa è lunga tra i 150 e i 180 cm, con manico in legno con rinforzi in metallo in prossimità delle estremità o lungo tutta l'asta.
Presenta una sommità acuminata per essere utilizzata come una lancia da fante. La testa dell’azza ha una delle "facce" costituita da una sorta di martello d'arme, da usare per attacchi di potenza o di compressione/sfondamento dell'armatura avversaria.
Dalla parte opposta del martello poteva presentare un'ascia con lama ricurva e larga (versione detta all'inglese) oppure uno spuntone leggermente incurvato (versione detta all'italiana). In entrambi i casi tale accessorio veniva utilizzato per sfondare l'armatura o per uncinare l'avversario al fine di sbilanciarlo e farlo cadere.
Il calzo dell'asta è dotato nromalmente di un puntale, utilizato anch'esso a scopo offensivo.
Il nome azza deriva dalla deformazione del termine ascia, a causa della natura comune con tale strumento nella sua versione all'inglese.
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[modifica] Autori
Vedi l'elenco degli autori che trattano tecniche d'azza.
[modifica] L'Azza del Flos
Fiore dei Liberi presenta una curiosa variante dell’Azza che prevede l’inserimento di un blocco di metallo collegato ad una corda, posti sulla parte superiore dell’arma. La testa dell'arma avrebbe la funzione di staccarsi, seguita dalla corda, andando a circondare le gambe dell’avversario.
Un'altra variante dell’azza viene inventata dal Maestro di Cividale, con la particolarità che la parte contundente dell’arma, la parte “piatta” della forma a martello, risulta segmentata ad alveare. Ogni “celletta” è riempita di calce viva o polvere di titimalo, che investe l’avversario quando viene colpito o mentre para un colpo.
[modifica] Barbola
L'Azza d'Arme sembra essere nota anche come Barbola: "Scure d'armi avente il ferro configurato a scure da una parte e a martello, generalmente dentato, dall'altra. Al sommo si protendeva un lungo aguto. Le si attribuiva una provenienza orientale ed il suo impiego, in ambito europeo, fu limitato al periodo medievale. Era un'arma di notevoli peso e dimensioni; arma da fanti, i quali l'adoperavano con entrambe le mani"
Fonte: Enciclopedia ragionata delle armi. Armi bianche - difensive - da fuoco d'occidente e d'oriente, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1979, voce "barbola" p. 93:
