Alfieri Francesco
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Francesco Ferdinando Alfieri di Padova è stato un famoso maestro di scherma italiano del XVII secolo.
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La biografia
In base alla pagina del titolo di un suo trattato (La Scherma) sappiamo che Alfieri è stato "Maestro d'Arme" alla Accademia Delia di Padova nel 1640.
L'opera trattatistica
Alfieri pubblicò diversi trattati di scherma. La Scherma è stata pubblicata nel 1640, alla quale segui una seconda edizione nel 1645. Di questo venne pubblicata poi una seconda versione nel 1653 dal titolo L'arte di ben maneggiare la spada, che presenta alcune leggere revisioni unitamente a una nuova sezione sullo Spadone. Questa versione aggiornata venne ripubblicata nel 1683.
Alfieri ha pubblicato anche La Bandiera nel 1638 e La Picca nel 1641.
Confronto con altri trattatisti
Alfieri è stato il primo autore a fare ampie citazioni, riferimenti e commenti sui maestri del passato. Per esempio, sappiamo come egli fosse un fervente ammiratore del padovano Salvatore Fabris, ma fortemente critico nei confronti di Achille Marozzo e Ridolfo Capoferro.
Citazioni bibliografiche
Jacopo Gelli
La bandiera di Francesco Ferdinando Alfieri, Maestro d'arme dell'illustrissima Accademia Delia in Padova. Padova, 1628, presso Sebastiano Sardi.
La Scherma di F. Alfieri, Maestro d'arme dell'illustrissima Accademia Delia in Padova.
Dove con nove ragioni e con Figure si mostra la perfezione di quest'arte, e in che Modo secondo l'Arme e 'l sito possa il Cavaliere restar al suo nemico superiore. Dedicata all'Illustrissimi S. S. della sopra detta Accademia. Padova, 1640, per Seb. Sardi, con licenza.
Il frontespizio racchiude il titolo con trofei d'armi; ritratto dell'Alfieri in ovale; 37 tavole incise in rame della Scuola di Callot. Dedica e Prefazione.Una seconda edizione di quest'opera identica alla prima, vide la luce in Ancona, 1645.
L'opera dell'Alfieri è interessantissima, sia per le incisioni, che sono molto belle; sia per la rarità del libro, ricercatissimo dai bibliofili. Però il valore tecnico dell'Opera dell'Alfieri è limitato. Per esso la scherma non fece alcun progresso, essendo le novità introdotte dall'autore di poca o di nessuna utilità.
La Pica e la Bandiera di Francesco Ferdinando Alfieri, maestro d'arme dell'Illustrissima Accademia Delia in Padova, nella quale si mostra per via di figure una facile, e nuova Pratica, et il maneggio, l'uso di essa, con la diffesa della Spada. Dedicata all'Illustrissimo signor, il sig. Lodovico di Vidman, Conte di Ortemburgh, Baron di S. Paterniano, e Svmereg etc. Padova, 1641, per Sebastiano Sardi, con licenza de'Superiori.
Titolo; Stemma gentilizio della famiglia Viman a tergo del titolo; Ritratto di Lodovico Vidman a 26 anni; Dedica (in data 28 marzo 1641). Ritratto dell'autore e suo stemma gentilizio sotto il ritratto. Al lettore; dodici bellissime tavole; pag.39.
Lo spadone di Francesco Alfieri, Maestro d'Arme dell'Illustrissima Academia Delia in Padova. Dove si mostra per via di Figure il maneggio, e l'uso di esso. In Padova, 1653, per Sebastiano Sardi, con licenza de' Superiori.
All'opera fanno corredo diciassette bellissime tavole incise su rame, delle quali una sola fuori testo. Molte tavole sono ripetute. Pagina 38. Il testo è a tergo delle tavole.
In questo trattato l'Alfieri si occupa esclusivamente del maneggio della spada a due mani. Ciò è degno di nota, in quanto che, già in quell'epoca, lo spadone era stato quasi completamente abbandonato. Il trattato dell'Alfieri per la scherma dello spadone è il solo che si conosca dal XVII secolo in poi.
Nel frontespizio: L'arte di Ben Maneggiare La Spada Di Francesco Alfieri, Dedicata all'Illustrissimo signor Martino Vidman, Conte di Ortemburgh, Baron di San Paterniano e Sumereg etc.
Nel titolo: L'arte di ben maneggiare La Spada di Francesco Alfieri, Maestro d'arme dell'Illustrissima Accademia Delia in Padova, con ragioni ecc.
Novamente riveduta e corretta dal medesimo autore. Divisa in due parti con l'aggiunta dello Spadone. In Padova, 1638, per Seb. Sardi con licenza de' Superiori.
Stemma gentilizio del Vidman, ritratto dello stesso molto differente da quello della Picca ecc. Dedica; Ritratto dell'autore; Al lettore; pagine 168.
La prima parte è di pag. 78 senza tavole. La seconda comincia con pagina 79 e contiene 37 bellissime tavole con 69 figure, oltre il titolo.
Benché il titolo di quest'opera sia cambiato, e modificato in alcune parti del testo, questo libro deve ritenersi come la seconda edizione del trattato del 1640, del quale riepiloga le teorie e i principii.
Alla Biblioteca Casanatense di Roma esiste un volume (M. XIII. 14) rilegato in pergamena, benissimo conservato, che contiene: L'Arte di bene maneggiare ecc. (1653). Lo spadone ecc. (1653) e Pica e la Bandiera ecc. (1641) dall'Alfieri, che ha appartenuto a Salvatore Fabris, come rilevasi dal nome che il grande maestro padovano ha apposto a tergo della guardia o (riguardo) del volume.
Testo di riferimento: Bibliografia Generale della Scherma del Cav. Jacopo Gelli. Firenze. Tipografia Editrice di L. Niccolai. 1890.
